La bara al centro della palestra Tresanti, luogo dove ha vissuto centinaia di esperienze sportive e non solo. La palestra Tresanti per l’ultimo saluto a Piero Messana, giornalista, con la G maiuscola, strappato all’affetto dei suoi cari e ai tanti amici e conoscenti da un male che ha affrontato con dignità e coraggio come ha tenuto a sottolineare anche il vescovo Antonino Raspanti, che ha celebrato il rito funebre. La palestra Tresanti, che può ospitare mille spettatori, occupata in ogni ordine di posti. Non per assistere ad una partita della Golfobasket, ultima invenzione di Piero Messana, ma per tributare l’ultimo saluto ad una persona entrata prepotentemente nella storia della città di Alcamo dove occupa un voluminoso capitolo. Una vita quella di Piero dedicata alla famiglia, allo sport e al giornalismo, attività che ha portato avanti con professionalità svolgendo un ruolo cruciale nella società, informando i cittadini e contribuendo correttamente a diramare notizie. Ha condotto trasmissioni sportive da lui inventate su tante Tv private. Ha collaborato con quotidiani e riviste e il fatto che fosse una celebrità lo dimostrano i messaggi di cordoglio.
Il funerale è anche il termometro del comportamento in vita. E che la vita di Piero sia stata improntata alla correttezza lo dimostrano le persone che hanno partecipato al rito funebre. “Un funerale con quasi mille è qualcosa di straordinario- scrive la collega di Redazione Silvana Giacone. Non accade spesso. E quando succede, vuol dire che quella persona ha lasciato un segno profondo — nella comunità, nel lavoro, nei rapporti umani. Un funerale così è: un abbraccio collettivo, una testimonianza silenziosa di stima, una folla che parla senza dire una parola, il segno che quella persona ha toccato molte vite, magari in modi diversi: chi con affetto, chi con gratitudine, chi con riconoscenza, chi con rispetto
Non è stato solo il numero a colpire, dice ancora Silvana Giacone. “È la densità emotiva che si è percepita: sguardi abbassati, lacrime contenute, mani strette, silenzi pesanti, presenze che valgono più di mille discorsi. Chi riesce a mille persone al proprio funerale, in fondo, non muore davvero. Rimane, tra le storie, nei ricordi di chi c’era, negli sguardi che si incrociano senza bisogno di spiegazioni. Pietro, ha lasciato davvero una traccia forte”, conclude Silvana Giacone.
Momenti di particolare commozione durante la lettura della lettera scritta dalle figlie Tanja e Martina. E’ stata lanciata una petizione popolare per dedicare a Piero Messana il Palatresanti. A seguire il rito funebre rappresentati della giunta comunale di Alcamo, di diversi Comuni, della federazione basket, di associazioni e di tanti enti. La salma è stata portata nella sala mortuaria del Cappuccini Vecchi in attesa della sepoltura.






