Airgest, Sindacati: “Davvero necessario licenziare 29 dipendenti?”

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Di Laura Lombardo — Malgrado le urla di vittoria della società dopo l’intesa con Ryanair che porterà la compagnia irlandese a viaggiare da-e-per Trapani, l’Airgest non retrocede sulla procedura di licenziamento di 29 dipendenti su 74. Dal programma di “riorganizzazione dei servizi”, i reparti che risultano soppressi del tutto sono il COS (Centro operativo di scalo), l’assistenza passeggeri check-in e lost&found e i servizi aeroportuali-ticketing service & pass. Licenziati inoltre 1 su 4 nell’area servizi aeroportuali e landside, 1 su 7 nell’ufficio gestione marketing e contabilità di traffico, e — caso che preoccupa particolarmente i sindacati — ben 10 operai  licenziati su 14 nel reparto handling e assistenza aeromobili — settore piuttosto fondamentale per la sicurezza dei passeggeri e l’operatività di uno scalo. I criteri di lay off o licenziamneto dei 29 operai saranno oggetto di un esame congiunto di management Airgest e sindacati, il prossimo lunedi 7 ottobre alle ore 15. I sindacati sembrano perplessi per diversi motivi. Prima di tutto per la condotta personale di Ombra, che dal 30 agosto scorso — quando, in un incontro con le sigle sindacali, avrebbe auspicato un lavoro di collaborazione tra le parti — si sarebbe fatto risentire a distanza di quasi un mese, il 23 settembre scorso, con una fredda e asciutta comunicazione di avvio dei licenziamenti. Altra contestazione da parte dei sindacati sarebbe sui criteri di riorganizzazione dei servizi voluta da Airgest. Dalla nota aziendale dello scorso 23 settembre sembrerebbe che la società voglia affiancare alle soppressione o l’accorpamento di interi settori/reparti un largo impiego del multitasking, ossia la superfetazione di più mansioni in capo allo stesso operaio. La regolarità di questo multitasking per i sindacati sarebbe ancora da vedere — e verrà approfondito proprio all’incontro di lunedì —  specialmente in riferimento a ciò che comporterà in termini di variazioni di orario e carico di lavoro. Si teme dunque il rischio di sovraccarico dei dipendenti rimasti, su cui i sindacati vigileranno. Ma la nota più dolente del prossimo testa-a-testa Airgest-sindacati sarà la Cassa integrazione guadagni. Nella lettera della società, si legge infatti che “l’azienda non può fare ricorso di eventuali ammortizzatori sociali (ossia: alla cassa integrazione guadagni) in quanto allo stato NON si riscontrano, nel breve termine, elementi di ripresa produttiva”. Questa dichiarazione però sarebbe molto opinabile, secondo i sindacati, specie alla luce delle ultime manifestazioni di gloria, a Dublino e su Facebook, da parte di Ombra, che, secondo i sindacati, qualificherebbero proprio come quegli “elementi di ripresa produttiva nel breve termine” che eviterebbero a 29 lavoratori di finire per strada.