Agenti protestano al “Pietro Cerulli”di Trapani. Da luglio astensione dalla mensa

Situazione sempre più insostenibile al carcere “Pietro Cerulli” di San Giuliano, a Trapani. I sindacati SAPPE, USPP, UILPA polizia penitenziaria, FNS Cisl e FP CGIL, a seguito delle condizioni in cui, da troppo tempo, sono costretti a lavorare gli agenti della polizia penitenziaria, già il 23 maggio scorso avevano inviato una nota congiunta a Cinzia Calandrino, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, lamentando i continui episodi verificatisi nel carcere trapanese: impossibilità di garantire la regolare funzione della mensa obbligatoria di servizio a causa dei richiamati posti “vacanti” che costringono a revocare permessi e congedi previsti alla legge 104; spostamenti del personale penitenziario femminile in reparti maschili in assenza di unità preposte al controllo; rischio di non poter ottenere a pieno le prossime ferie estive; turni lavorativi incessanti dalle 8 del mattino  alle 19 senza neanche la possibilità di poter consumare un pasto e sul posto di lavoro.

Queste e altre lamentele, come quelle sull’impiego effettivo di una sola unità nelle sezioni con più di 100 detenuti e sull’accorpamento di reparti in contrasto con la disposizione strutturale dell’edificio, sembravano avere trovato ascolto nell’incontro tenutosi lo scorso 8 giugno con il provveditore regionale del DAP, Cinzia Calandrino, e con il direttore del carcere trapanese, Fabio Prestopino. Invece, nulla di fatto. I problemi continuano a persistere e nessuno vuole trovare le giuste soluzioni. Le rappresentanze sindacali hanno quindi avviato l’ennesima vertenza con la quale, a partire dal 1 luglio, si asterranno dal consumare i pasti della mensa a tempo indeterminato, fin quando la gestione della casa circondariale di San Giuliano non cambierà. Tra i punti salienti della nuova vertenza vi è la richiesta di una commissione di indagine composta dai rappresentanti dell’amministrazione penitenziaria regionale per accertare la responsabilità della gestione del servizio del personale ritenuta, dai sindacati, autoritaria, patronale e fallimentare.