L’aeroporto “Vincenzo Florio” di Trapani-Birgi si prepara a superare la soglia di 1 milione e 300mila passeggeri nel 2026, ma Cgil, Cisl e Uil Trapani avvertono: senza un vero potenziamento infrastrutturale, la crescita rischia di restare un’occasione mancata. Dopo un incontro con i vertici di Airgest e Sicindustria, i segretari Liria Canzoneri, Antonio Dei Bardi e Tommaso Macaddino hanno lanciato un appello ai sindaci e alle istituzioni: “È necessario costruire un progetto condiviso per valorizzare lo scalo, migliorare i collegamenti e rafforzare i servizi. Solo così l’aeroporto potrà diventare motore stabile di sviluppo per la provincia”. Nel 2023 Birgi ha registrato oltre 1 milione e 330mila passeggeri, un +49% netto rispetto al 2022, confermandosi come una delle infrastrutture in più rapida crescita del Sud Italia. Anche il 2024, nonostante un rallentamento dovuto ai lavori di ammodernamento, ha chiuso con oltre un milione di transiti e conti in utile. La Regione Siciliana ha già stanziato 8 milioni l’anno per il triennio 2025-2027, mentre Airgest ha in programma investimenti per oltre 13 milioni di euro per riqualificare terminal, pista e impianti tecnologici. Ma per i sindacati serve di più. “Con due aeromobili Ryanair basati a Birgi e un flusso turistico crescente – spiegano – è indispensabile pensare anche ai collegamenti ferroviari e su gomma, garantire la presenza dei taxi fino alla chiusura dello scalo e introdurre tariffe calmierate”. L’obiettivo è evitare che Birgi diventi “una cattedrale nel deserto”, come ammoniscono le sigle, e che i benefici restino confinati all’interno dello scalo senza ricadute reali sul territorio. Anche Airgest e Sicindustria concordano sulla necessità di una strategia comune tra istituzioni, operatori turistici e categorie economiche. Nel piano di sviluppo è prevista la realizzazione di una stazione ferroviaria di fronte al terminal, per migliorare l’intermodalità e ridurre l’isolamento della struttura. Un tassello fondamentale per collegare l’aeroporto con i principali poli turistici e commerciali della provincia. “Occorre agire ora – concludono Canzoneri, Dei Bardi e Macaddino – perché un milione e trecentomila passeggeri non restino un numero da record, ma diventino la base di un modello di sviluppo condiviso”.





