Pronti a marciare su Palermo i sindaci del Trapanese dopo l’annuncio del taglio del 25 per cento nelle forniture dell’acqua. Una situazione destinata a creare ulteriori disagi ai cittadini dove in motli Comuni, come per esempio ad Alcamo, in tempi cosiddetti nomali l’erogazione avviene ogni 4-5 giorni nei vari quartieri. Il fatto che buona parte delle abitazioni alcamese sono dotate di ampie cisterne consente di fronteggiare le periodiche crisi che si verificano sia in estate che d’inverno a causa anche delle frequenti rotture nella conduttura di Sicilacque. La marcia su Palermo per incontrare il presidente Renato Schifani allo scopo di sollecitare interventi che non si possono rinviare perché l’acqua è un bene essenziale.
Alle riunioni a Trapani presso l’Ati presente l’assessore Vittorio Ferro, impegnato da diverso tempo sul difficile fronte dell’erogazione idrica ottenendo anche successi, grazie al prelievo dell’acqua da varie sorgenti che si trovano nel territorio del Palermitano.
Sulla vicenda interviene ora il sindaco Domenico Surdi che afferma: “La crisi infrastrutturale, la carenza di investimenti, le condotte colabrodo e, quindi le continue rotture sulla condotta di Montescuro Ovest (diga Garcia), il sistema sovracomunale gestito da Siciliacque cui attinge anche il nostro Comune, hanno portato alla situazione odierna che risulta inaccettabile”. Continua Domenico Surdi: “Non possiamo accettare passivamente la riduzione della portata della Diga Garcia che passerà da 400 a 280 litri al secondo: un taglio consistente che si aggiunge alle riduzioni già applicate nei mesi scorsi. La mancanza di investimenti da parte della Regione e contestualmente i silenzi del Governo regionale e adesso quest’ultima decisione da parte di Siciliacque rappresentano l’ennesimo smacco che i Comuni subiscono e, quindi, i cittadini pagano le conseguenze in termini di ulteriore frazionamento idrico”. “Già nei mesi passati – prosegue Surdi – ho scritto al Prefetto rappresentando l’emergenza della situazione idrica determinata dalle continue rotture della condotta di Siciliacque, nonostante la mia amministrazione abbia lavorato fin dal 2016 per la ricerca di nuove fonti di approvvigionamento idrico e di fatto Cannizzaro, Rakali e Chiusa Dammusi ci consentono di avere a disposizione una quantità d’acqua in grado di supplire, seppur razionalizzando sempre più i turni, al malfunzionamento della condotta di sovrambito”. Adesso in quanto ATI chiediamo un incontro urgente con la Presidenza della Regione e l’assessorato competente perché i cittadini non possono continuare a pagare lo scotto di scelte errate” conclude Surdi.





