Una disponibilità attuale di 118 liti al secondo. 28 litri al secondo da Siciliacque, 46 dalle sorgenti di Cannizzaro, la principale fonte di approvvigionamento idrico della città di Alcamo e 44 dalle altre sorgenti: Rakali, Dammusi e così via. “Tale disponibilità consente- dice l’assessore Vittorio Ferro di erogare l’acqua ogni cinque giorni. Stiamo inoltre valutando e approfondante i rapporti contrattuali con Siciliacque per capire anche le condizioni delle condutture che fanno registrare continui guasti con gravi ripercussioni per la città di Alcamo. Numerose le diffide inviate a Siciliacque per le cui forniture paghiamo 69 centesimi a metro cubo più Iva, conclude Vittorio Ferro che continua con grande impegno da tempo a seguire i problemi delle forniture di acqua ad Alcamo.
Acqua, il quadro sembra migliorato rispetto allo stesso periodo del 2024, ma la Sicilia, «in realtà, è ancora spaccata in due, con le dighe del versante orientale messe molto bene e quelle ad Ovest che, nonostante le ultime piogge, presentano sempre forti criticità». Permangono, però, evidenti difficoltà nel Trapanese, nell’Agrigentino e nel Palermitano, con l’Arancio che, su base annuale, segna il 25% di risorsa in meno, mentre Garcia e Poma presentano rispettivamente ammanchi del 38 e del 13%. L’invaso Poma, costruito dal 1963 al 1968 e dato in gestione all’E.S.A. ha una superficie di 163,6 ettari ed una capacità di 72,5 milioni di metri cubi di acqua, che avrebbero dovuto servire per irrigare i campi molti dei quali coltivati da alcamesi come per esempio in contrada Bosco Falconeria.
Ma la maggior parte viene usata per Palermo e comuni vicini. L’invaso Poma da anni non raggiunge la piena capacità per mancanza di strutture che convogliano l’acqua quando piove.






