Accesa lettera aperta al sindaco di Gibellina

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arole di fuoco rivolte al Sindaco di Gibellina Rosario Fontana, in una lettera aperta scritta dai componenti di Officina 146 – associazione culturale presente in Consiglio comunale con il consigliere Gioacchino De Simone, eletto nel 2010 nella lista “La città che vorrei” che sosteneva proprio l’attuale primo cittadino e poi passato nel novembre 2011 nel gruppo consiliare indipendente denominato “Officina 146”:

 

“Signor Sindaco Fontana,

Con un provvedimento passato tra il silenzio complice dei suoi Assessori e di gran parte dei Consiglieri Comunali, la Giunta Comunale ha approvato l’AUMENTO DELL’IMU, della MENSA SCOLASTICA, del TRASPORTO ALUNNI, del TRASPORTO ACQUA e della TIA.

La deliberazione n° 31 del 28/2/2013, approvata all’unanimità dalla sua Giunta, disegna una prospettiva tragica per le finanze già dissanguate dei nostri concittadini: si propone la copertura finanziaria della “Proroga dei Contratti a Tempo Determinato” con l’AUMENTO DELLE TASSE e con il TAGLIO INDIFFERENZIATO DELLE SPESE DEL NOSTRO COMUNE.

Sia ben chiaro, il tutto è frutto di scelte a carattere nazionale e regionale, e siamo pienamente consapevoli della tragedia umana e familiare nella quale sono coinvolti i lavoratori precari del nostro comune e più volte abbiamo dimostrato, con azioni concrete, tutto il supporto e la solidarietà verso le vittime di una delleVERGOGNE PIÙ INSOPPORTABILI DELLA STORIA DEL NOSTRO PAESE.

L’aumento delle tasse e il taglio dei servizi, però, non è una soluzione al problema.

METTERE LE MANI NELLE TASCHE DEI NOSTRI CITTADINI È INACCETABILE!

Ci saremmo aspettati tagli mirati e responsabili, abbattimento di spese inutili e di indennità a pioggia, come ha fatto il Comune di Salaparuta; avremmo voluto leggere una Delibera di Giunta che si impegnasse a mettere fine alla teoria di incarichi ad amici e compagni di avventura, a consulenze e pareri, a indennità e incarichi assessoriali, alla moltiplicazione dei dirigenti e delle aree, all’accensione di inutili mutui pluridecennali.

Ci saremmo aspettati anche una discussione pubblica, un Consiglio Comunale sull’argomento, un dibattito in commissione: ma ormai abbiamo appreso che DEMOCRAZIA NON È UN TERMINE CHE APPARTIENE AL SUO VOCABOLARIO.

Se è questo il suo modo di risolvere le questioni della nostra città, se questo è il modo di farsi carico delle difficoltà economiche che affliggono una comunità allo stremo, LECHIEDIAMO, CON FERMEZZA E CONVINZIONE, DI FARE APPELLO AL SENSO DI RESPONSABILITÀ CHE DOVREBBE ANIMARE UN AMMINISTRATORE PUBBLICO, DI PRENDERE ARMI E BAGAGLI E ANDARE A CASA!

SI DIMETTA, SINDACO, RIMETTA IL MANDATO CHE 1600 GIBELLINESI LE HANNO DATO AFFIDANDOLE ANCHE LE ANSIE E LE SPERANZE DI UNA CITTÀ SULL’ORLO DEL BARATRO”.