Alcamo, immobile confiscato assegnato

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ALCAMO – L’immobile confiscato alla mafia di via Tornamira si appresta ad essere finalmente fruito. Il Comune ha infatti assegnato all’associazione “Solidarietà e partecipazione” un piano dell’immobile che è ubicato al civico 27, che si trova nel cuore del centro storico alcamese. La ratifica dell’assegnazione è stata fatta dal Settore dei Lavori pubblici che ha emanato un’apposita determina. Gli assegnatari sono stati individuati attraverso un apposito bando pubblico: “Solidarietà  partecipazione” ha preceduto in graduatoria l’“associazione italiana persone down”. L’associazione assegnataria opera nel campo dei servizi socio-umanitari. Si appresta quindi a rivitalizzarsi il bene di via Tornamira che è stato al centro di una vera e propria bufera nei mesi scorsi. Infatti questo immobile era stato inizialmente assegnato per divenire sede dell’associazione antiracket e antiusura alcamese ma il suo presidente si è rifiutato, non prendendo neanche le chiavi, perché è stata ritenuta inadatta la struttura per raccogliere le denunce di commercianti e imprenditori. Tesi che è stata recentemente sposata anche dal consigliere comunale del Pd, Antonio Fundarò, il quale aveva dichiarato che la sede di via Tornamira è “un luogo davvero troppo isolato e che non si confà a chi cavalca od intende farlo un percorso di crescita culturale della città di Alcamo”. E così l’immobile è praticamente rimasto sino ad oggi sguarnito. E, cosa anche peggiore, l’associazione antiracket è addirittura senza una sede. Un organismo nato nell’aprile del 2004 con l’intento di combattere, con la denuncia alle Autorità competenti, il racket delle estorsioni, l’usura ed ogni forma di illegalità e che, nonostante il primo momento di diffidenza e resistenza anche culturale, oggi supporta diverse vittime del racket dell’estorsione e dell’usura, con numero di assistiti in crescita rispetto agli anni precedenti e ponendosi come tra le più attive del territorio isolano, con iscritti non solo del territorio alcamese ma anche dell’area limitrofa trapanese. Una realtà che però stenta a sopravvivere: sempre il consigliere Fundarò aveva avuto modo di sottolineare come gli risultasse che all’associazione quest’anno il Comune aveva concesso un contributo di soli 5 mila euro, a fronte degli oltre 14 mila degli anni precedenti. Per queste ragioni il capogruppo del Pd aveva sollecitato il sindaco Sebastiano Bonventre ad incontrare il presidente dell’Associazione Antiracket per accelerare l’iter per l’individuazione e la consegna di una adeguata struttura al servizio della stessa associazione.