‘Oro bianco’, conclusione indagini conferma tesi investigative. Nuove perquisizioni e altri 12 indagati

Consegnati gli avvisi di conclusione indagini ai 20 indagati coinvolto nell’operazione della polizia ‘Oro Bianco’ che il 6 ottobre scorso aveva portato a tutta una serie di arresti fra Alcamo e Partinico nell’ambito di un vasto traffico di droga che aveva Latina come epicentro ma che godeva anche degli approvvigionamenti dall’Albania e dal Sud-America. Hanno retto l’ipotesi investigativa della polizia del commissariato di Alcamo e le prove raccolte tant’è che dopo la trafila degli interrogatori di garanzia e dei ricorsi nei vari gradi di giudizio  soltanto uno degli indagati, Giuseppe Vilardi, si è vista alleggerire la misura cautelare, dal carcere agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. L’inchiesta comunque è ancora più ampia e ha toccato altre dodici persone fra Alcamo, Partinico e Trappeto.

Tutte sono state anche sottoposte a perquisizione domiciliare messa a segno dagli agenti della sezione investigativa del commissariato di Alcamo, da quelli della squadra mobile di Trapani e dalle unità cinofile. Sono state rinvenute modiche quantità di droga di vario genere: marijuana, hashish e cocaina. Lo spaccio raggiungeva quindi anche il mondo delle professioni. Fra i nuovi 12 indagati, infatti, anche un noto parrucchiere, un infermiere in servizio nel palermitano e un macellaio pregiudicato. Nessuna delle persone sottoposte a perquisizione ha però ricevuto provvedimenti restrittivi o cautelari in quanto i fatti contestati risalgono a più di tre anni fa. Le misure dell’operazione ‘Oro Bianco’ avevano invece raggiunto, oltre a Giuseppe Vilardi, anche gli alcamesi Francesco e Giuseppe Di Giovanni, padre e figlio, il primo incensurato e il secondo già in carcere per mafia; il partinicese Gioacchino Guida, detenuto per altre condanne; gli alcamesi Giuseppe Scarpulla di 49 anni, Salvatore Regina 42enne, Daniele Mascali e Antonio Vilardi, entrambi ventinovenni.

Le misure restrittive vennero emesse dal gip su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. A coordinare le indagini il pm Alessia Sinatra. Tra le altre persone raggiunte da avvisi di garanzia per spaccio e detenzione di cocaina e marijuana pure un noto ristoratore di Castellammare del Golfo. Le indagini, avviate nel 2017 dai commissariati di Alcamo, Castellammare e Mazara nonché della squadra mobile, poi concluse nel 2019, hanno permesso di monitorare, in alcuni frangenti, affari per oltre 150.000 euro.