KastaDiva, la raccolta fondi dei familiari sospesa dopo il post di Taffo

Si è fermata a poco più di cento euro dai 13mila la raccolta fondi avviata per sostenere le spese legate al rientro ad Alcamo della salma di Bruno Gagliano, 40 anni, morto a Roma dopo essersi lanciato dal nono piano della palazzina in cui viveva, nel quartiere Colle Salario. Le donazioni sono state sospese dopo l’intervento sui social di Taffo, la nota società di onoranze funebri, che ha sollevato pubblicamente dubbi sull’entità della somma raccolta. Gagliano, conosciuto nel mondo drag come KastaDiva, è morto sabato 24 gennaio. I carabinieri intervenuti in via dell’Apiro non hanno potuto fare altro che constatare il decesso. L’artista era seguito da tempo in una clinica psichiatrica e nei mesi scorsi aveva già tentato il suicidio. A pesare sul suo equilibrio, negli ultimi mesi, anche la perdita della madre, accudita durante una lunga malattia.

La raccolta fondi, avviata sulla piattaforma GoFundMe dai familiari, puntava inizialmente a coprire i costi del trasporto della salma da Roma ad Alcamo, per consentire l’ultimo saluto nella sua città d’origine. Il tetto era stato fissato prima a 7mila euro, poi innalzato a 11mila. In poche ore, però, la cifra è stata superata, arrivando complessivamente a 12.878 euro prima della sospensione delle donazioni. A innescare la polemica è stato il post di Taffo: “Poiché il tetto era stato fissato a 7mila euro e poi aumentato e dato che per trasportare una salma non servono tutti questi soldi, vorremmo sapere a chi servono, visto che Bruno non c’è più”. Un intervento che ha avuto un effetto immediato, trasformando una raccolta solidale in un caso mediatico rimbalzato anche su testate nazionali. La famiglia ha risposto chiarendo che la somma raccolta era destinata non solo al trasporto della salma, ma anche alla sepoltura, all’acquisto del posto cimiteriale, ai costi del muratore, alle tasse comunali e alla camera ardente a Roma dopo l’autopsia.

“Non conoscevo GoFundMe e non sapevo che il tetto aumentasse automaticamente una volta raggiunto”, spiega la sorella, assicurando che verrà fornita documentazione delle spese sostenute. Intanto il Circolo Mario Mieli di Roma ha lanciato sui social l’hashtag #LoveBruno e sta organizzando un momento di condivisione per domenica prossima. Un’iniziativa che si lega idealmente alle parole che lo stesso Gagliano aveva affidato ai social un anno fa, riflettendo sulla depressione e sull’isolamento di chi ne soffre: “Bisogna parlarne, parlarne meglio e parlarne sempre di più. A volte basta un piccolo gesto, una parola, la semplice vicinanza per farci tornare il sorriso. Più diventiamo ‘social’, più siamo distanti dall’idea di essere umani”. Parole che oggi suonano come un monito, mentre attorno alla sua morte il dibattito corre veloce online, rischiando ancora una volta di arrivare prima del silenzio, del rispetto e della comprensione.