Un investimento da oltre 112,6 milioni di euro trasformerà la base siciliana nel Lightning Training Center, il primo centro internazionale di addestramento per piloti di F-35 realizzato fuori dagli Stati Uniti. Il via libera arriva dalla determina a contrarre firmata dal generale Lupoli il 14 ottobre e resa pubblica l’8 gennaio, che avvia la Fase 1 del progetto. L’obiettivo è ambizioso: fare di Trapani il punto di riferimento europeo – e potenzialmente globale – per la formazione dei piloti del caccia di quinta generazione. Sorgerà una struttura ad altissima tecnologia, una cittadella blindata soggetta ai rigidissimi standard del Joint Program Office e alla supervisione diretta del Dipartimento della Difesa Usa: nulla potrà essere costruito senza autorizzazione americana.
Il cuore operativo sarà costituito da due simulatori avanzati in grado di riprodurre ogni scenario di volo e di missione dell’F-35. L’appalto avverrà tramite affidamento diretto a un Raggruppamento Temporaneo d’Imprese formato da Leonardo S.p.A. e Lockheed Martin, scelta obbligata: la società statunitense detiene l’esclusiva sui sistemi addestrativi coperti da segreto industriale, mentre Leonardo è l’unica realtà italiana in grado di garantire i requisiti di sicurezza richiesti. Una quota consistente dei fondi sarà destinata all’edilizia e alle infrastrutture: 17 milioni per edifici civili e industriali, 11 milioni per impianti elettrici e di comunicazione, 6 milioni per prefabbricati, altri 6 milioni per climatizzazione e impianti termici, essenziali per la stabilità dei super-computer dei simulatori. Previsti anche oltre 600 mila euro per incentivi al personale tecnico. La prima capacità operativa è fissata per dicembre 2028, con completamento dei lavori entro il 1° luglio 2029.
A regime, il centro sarà gestito dal 37° Stormo dell’Aeronautica Militare, rendendo Trapani-Birgi la terza base italiana per l’F-35 dopo Amendola e Ghedi. Un investimento strategico che però apre interrogativi pesanti: la stretta dipendenza dai delicati equilibri politici di Washington, l’impatto ambientale dei nuovi Gruppi Volo e dei simulatori ad alta intensità energetica resta tutto da valutare, e la trasformazione di Birgi in hub addestrativo internazionale la eleva a obiettivo sensibile di primissimo livello. Una base sempre più centrale negli equilibri globali, ma sempre più distante dalla quotidianità del territorio che la ospita.






