Anche quest’anno Custonaci ha rinnovato il suo impegno nella memoria e nella lotta alla mafia con la manifestazione “Un Angelo al Galoppo”, dedicata a Giuseppe Di Matteo, rapito a dodici anni nel 1993 come feroce ritorsione nei confronti del padre che aveva deciso di collaborare con la Giustizia.
Una vicenda che ha segnato profondamente la coscienza civile del Paese e che si concluse tragicamente dopo 799 giorni di prigionia, l’11 gennaio 1996, quando il bambino fu ucciso e sciolto nell’acido dopo una lunga e disumana detenzione, Giuseppe fu tenuto prigioniero anche nella frazione di Purgatorio, al confine tra Custonaci e San Vito Lo Capo. La cerimonia si è svolta nella villetta già intitolata a Giuseppe Di Matteo, dove lo scorso anno è stato realizzato un murale, alla presenza degli studenti dell’Istituto Comprensivo “Lombardo Radice – Fermi”, delle Autorità militari, religiose e civili del territorio, tra cui la prefetta di Trapani Daniela Lupo. Da Roma sono arrivati per l’occasione la presidente della Commissione nazionale antimafia Chiara Colosimo e il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove. Presente anche Nicola Di Matteo, fratello minore di Giuseppe, in un momento di forte intensità emotiva e simbolica. Al termine della commemorazione, un corteo ha raggiunto l’area di via Ortigia, destinata a parco giochi per bambini, dove il sindaco di Custonaci, Fabrizio Fonte, e Liliana Riccobene, vedova di Giuseppe Montalto, hanno scoperto la targa dedicata all’agente di Polizia Penitenziaria che il 23 dicembre 1995 pagò con la vita il suo impegno contro la mafia. La sua uccisione fu la “punizione” per avere intercettato e bloccato uno scambio di pizzini tra pericolosi boss detenuti nel carcere dell’Ucciardone di Palermo.
La proposta di intitolare uno spazio pubblico del paese a Montalto, avanzata dalla UILPA Polizia Penitenziaria Sicilia, ha così trovato favorevole accoglienza e attuazione da parte della locale Amministrazione comunale. La mattinata si è conclusa con una cerimonia al Santuario Maria Santissima di Custonaci. “Dove c’è omertà, la mafia non può essere definitivamente sconfitta. Quindi stiamo lavorando, soprattutto con le nuove generazioni, attraverso i docenti, per portare avanti i principi della legalità”. Lo ha detto il sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia, intervenendo nel Giardino della Memoria, il casolare-bunker di contrada Giambascio (confiscato ai boss), in cui l’11 gennaio 1996 fu ucciso e sciolto nell’acido il piccolo Giuseppe Di Matteo. Alla cerimonia hanno preso parte tra gli altri la presidente dell’Antimafia nazionale Chiara Colosimo, il prefetto di Palermo Massimo Mariani, autorità militari e civili tra i quali i sindaci dl comprensorio.






