I cittadini chiamano le istituzioni rispondono. E’ quanto accaduto a Trapani, ed i Comuni dovrebbero seguire l’esempio ad iniziare da Alcamo sul grave fenomeno dell’inquinamento acustico. A seguito delle segnalazioni dei cittadini, la Polizia Locale di Trapani ha avviato una serie di controlli per verificare il rispetto delle norme in materia di inquinamento acustico e di pubblico spettacolo. Le attività di vigilanza, svolte in collaborazione con i tecnici dell’ARPA, hanno portato lo scorso mese all’accertamento di numerose violazioni per il superamento dei limiti consentiti di emissioni sonore. I controlli hanno portato ad elevare sanzioni amministrative per un importo di 9 mila euro. I verbali elevati hanno previsto multe comprese tra 1.000 e 2.000 euro per ciascuna violazione. In uno dei casi esaminati, la particolare gravità delle irregolarità riscontrate ha comportato anche la trasmissione di una notizia di reato all’Autorità giudiziaria competente per le valutazioni di competenza.
Sul tema è intervenuto il sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, ribadendo la linea di fermezza dell’amministrazione: “Non tolleriamo comportamenti che compromettano la serenità e la qualità della vita dei nostri concittadini. Il diritto al riposo notturno è un diritto fondamentale e la Polizia Locale sta svolgendo un lavoro importante per garantire il rispetto delle regole”. Il primo cittadino ha annunciato che i controlli saranno ulteriormente intensificati durante le festività, periodo tradizionalmente più critico sotto il profilo delle emissioni sonore. Oltre all’attività repressiva, il Comune è impegnato nel percorso di definizione della zonizzazione acustica comunale, considerata uno strumento strutturale per una regolamentazione chiara e stabile del territorio. L’obiettivo dichiarato è superare il ricorso a provvedimenti contingibili, garantendo un equilibrio tra le esigenze delle attività economiche e il diritto dei cittadini alla salute e al riposo. ll disturbo della quiete pubblica è un reato (Art. 659 c.p.) che si configura con rumori o schiamazzi che eccedono la normale tollerabilità e disturbano un numero indeterminato di persone, ledendo il loro riposo o le loro occupazioni, come musica alta, feste rumorose, urla in orari notturni, o il chiasso fuori dai locali, punibile con ammenda o arresto.






