Un provvedimento urgente che pesa come un macigno sul principale vettore marittimo verso le isole minori siciliane. La Procura di Trapani ha disposto il sequestro preventivo per oltre 100 milioni di euro sull’intero compendio aziendale e sulle quote sociali della Liberty Lines S.p.A., la compagnia che gestisce i trasporti veloci con Eolie, Egadi, Pelagie, Pantelleria e Ustica. Secondo l’accusa, manager, dirigenti e figure della governance avrebbero gonfiato i profitti incassando contributi pubblici pur violando condizioni, protocolli e obblighi di sicurezza previsti dal contratto con lo Stato. Cuore dell’inchiesta è la mancata segnalazione delle avarie. Nei faldoni dell’indagine, come riportato da Live Sicilia ci sarebbero 46 indagati e due società coinvolte. Emergono episodi di fumo bianco dalla sala macchine, generatori in sovraccarico, quadri elettrici andati a fuoco, mancanza di stabilizzatore, svariate avarie che “non dovevano finire nei registri di bordo”, il tutto dichiarato mentre le microscopie dei finanzieri intercettavano. Della maggior parte degli episodi di guasti e avarie, infatti, non ci sarebbe traccia nei registri ufficiali. Un modo, sottolineano gli investigatori, per non far emergere “l’inefficienza della flotta”. La Procura ha chiesto gli interrogatori preventivi per nove figure apicali: tra loro Alessandro Forino, presidente del CdA, Carlo Cotella, amministratore delegato, Gianluca Morace, direttore generale, e altri dirigenti operativi, oltre a un luogotenente della Capitaneria. A loro carico anche l’ipotesi di corruzione: come scritto su Live Sicilia, informazioni riservate sulle verifiche in corso, foto di relazioni e segnalazioni interne sarebbero state inoltrate via WhatsApp ai vertici Liberty Lines in cambio di biglietti gratuiti e, in un caso, persino di un posto di lavoro. La Guardia di Finanza ha setacciato per mesi bilanci, capitolati, documenti tecnici e flussi informativi interni. Un’indagine complessa che, secondo la Procura, ha fatto emergere un sistema illecito strutturato per “mantenere la facciata” e non perdere le risorse pubbliche. Per garantire la continuità aziendale e tutelare i livelli occupazionali, oltre alla sicurezza dei passeggeri la Procura ha nominato un collegio di tre amministratori giudiziari, dunque i collegamenti con le isole, proseguiranno senza alcuna interruzione o modifica.





