12 anni di carcere confermati in Cassazione per l’ex deputato Ruggirello

La Corte di Cassazione ha reso definitiva la condanna a 12 anni di reclusione per Paolo Ruggirello, ex deputato regionale, riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa. La sentenza chiude un iter giudiziario iniziato con l’operazione antimafia “Scrigno” del 2019, che aveva svelato una rete di contatti tra politica e Cosa nostra trapanese. Ruggirello, già nelle file del Partito Democratico e poi del Movimento per le Autonomie, era stato condannato a 12 anni in primo grado dal tribunale di Trapani il 12 aprile 2023. L’accusa aveva inizialmente chiesto 20 anni per il reato di associazione mafiosa, ritenendo Ruggirello una figura di riferimento per il clan, capace di ricevere istanze e richieste e di assicurare sostegno elettorale. Per questo, la DDA di Palermo aveva proposto appello, sostenendo la sua vicinanza “ad ambienti mafiosi” e documentando la rete di voti raccolti tramite esponenti criminali. Le indagini della Procura di Palermo, guidata all’epoca da Maurizio de Lucia, hanno ricostruito come Ruggirello avesse ricevuto appoggio elettorale da mafiosi storici, tra cui Filippo Coppola e Michele Accomando, in cambio di favori e interventi politici a sostegno degli interessi del clan. Il sostegno non si limitava alle elezioni locali: alle regionali del 2012, Ruggirello avrebbe garantito un intervento per l’apertura di un’attività commerciale all’interno del parco archeologico di Selinunte a beneficio di Calogero Giambalvo, nipote di un noto uomo d’onore. Il 25 gennaio scorso la Corte d’Appello di Palermo aveva confermato la condanna, respingendo i motivi di impugnazione della difesa. Il ricorso in Cassazione rappresentava l’ultimo tentativo di evitare il carcere, ma i giudici hanno ribadito la fondatezza del verdetto.