La revoca totale dei provvedimenti di sequestro dei beni immobili e capitale sociale alleggerisce la posizione dell’imprenditore alcamese Gianfranco Milotta. Le società coinvolte sono la Milotta group di Carini, la Lavorefer srl di Alcamo e la Lecofer sl di Verona. Il noto imprenditore alcamese ha provveduto a versare le somme pattuite che superano il milione di euro. Il gup di Palermo ha annullato così il vincolo patrimoniale milionario imposto nel 2023 sui beni dell’imprenditore alcamese con attività in contrada Sasi. Si tratta di Gianfranco Milotta, self made man, che con la sue aziende impiega un centinaio tra operai e impiegati. Le aziende sono specializzate nel commercio di materiale per l’edilizia e si occupano anche di carpenteria metallica, termo idraulica, elettricità, legnami e rifiuti ferrosi.
“La determinazione di annullare il sequestro- dice l’avvocato Saro Lauria– e disporre la restituzione integrale di tutti i beni e delle disponibilità finanziarie riconducibili a Milotta ci consente di affrontare più serenamente le prossime fasi dell’inchiesta”. Infatti il prossimo sette gennaio davanti al Gup del tribunale di Palermo si terrà l’udienza preliminare che riguarda i presunti reati tributari. Sempre a Palermo il 20 gennaio altra udienza preliminare che riguarda il presunto traffico illecito di rifiuti. Le due udienze preliminari sono relative alla maxi operazione che nel dicembre di due anni fa ha coinvolto la Milotta group.
Sono 23 gli indagati chiamati a comparire dinanzi al Gup. Tutti sono indagati, a vario titolo, di associazione a delinquere, dichiarazione fraudolenta mediate l’utilizzo di fatture false, occultamento e distruzione di documenti contabili, autoriciclaggio, mancato versamento delle imposte dovute. Nella inchiesta della Guardia di finanza figurano aziende e imprenditori di Verona, Brescia e Pordenone nonché una serie di società cosiddette cantiere, cioè istituite per emettere fatture false, dislocate in varie parti della Sicilia: Alcamo, Castellammare del Golfo, Partinico, Carini e in altre regioni d’Italia. Secondo la procura di Palermo e gli investigatori della Guardia di Finanza, “Milotta Group” avrebbe ottenuto tale notevole crescita anche grazie a presunte attività illecite, in particolare una vasta frode fiscale.






