L’alcamese Angelo Rocca libero dopo un anno ai domiciliari, annullato l’obbligo di custodia

E’ indagato per il reato di presunta corruzione e si trovava ai domiciliari dal mese di ottobre dello scorso anno. Ieri l’alcamese Angelo Rocca, 42 anni, già braccio destro dell’ex senatore Antonino Papania,  è tornato in  libertà. Infatti  i giudici del tribunale di Marsala hanno accolto il ricorso degli avvocati Pietro Riggi e Vito Di Graziano e “per le cessate esigenze cautelari” hanno annullato i domiciliari con l’obbligo di firma presso la caserma dei carabinieri. I due difensori in un anno hanno presentato ricorsi, in totale cinque,  al tribunale del Riesame e agli stessi giudici di Marsala, che fino a ieri li avevano sempre respinti.

Tra le motivazioni del ricorso per annullare i domiciliari, i difensori hanno sottolineato che Rocca, avendo la possibilità di uscire, poteva andare a lavorare. Il limite di pena per la detenzione domiciliare è di quattro anni. Dicono gli avvocati Riggi e Di Graziano che dimostreranno l’infondatezza dell’accusa di corruzione nei confronti dei tre sotto processo a Marsala. Prossima udienza mercoledì  12 novembre dove imputati sono l’ex senatore Antonino Papania,  Manfredi Vitello di Cinisi vice presidente e direttore del CeSiFop e Angelo Rocca. Tutti e tre debbono rispondere di corruzione. Per i tre il Pm aveva chiesto e ottenuto il giudizio immediato passando dalle indagini dell’udienza preliminare all’udienza dibattimentale. Secondo le indagini della Guardia di Finanza, Papania avrebbe promesso posti di lavoro in corsi di formazione per aumentare in provincia il consenso elettorale per il movimento Via dallo stesso fondato. Accusa sempre respinta.

Angelo Rocca, braccio destro di Papania, era il  coordinatore provinciale di Via, movimento creato dall’ex senatore. Rocca scese in lista con  “Popolari e Autonomisti” alle ultime elezioni regionali per tentare di conquistare uno scranno al parlamento siciliano. Prese 3 mila 361 voti non sufficienti per essere eletto. Per questa indagine inoltre sono 14 le persone indagate in provincia. Sarebbero state invitate a confluire nel movimento Via in cambio di posti di lavoro. Le indagini hanno rivelato che, per facilitare il loro ingresso nel Movimento VIA, alcuni consiglieri comunali transitavano prima nei Gruppi Misti all’interno dei consigli comunali, per poi aderire formalmente al movimento. Tra questi, politici che rivestono o hanno rivestito cariche nei Comuni di Marsala, Custonaci, Buseto Palizzolo, Calatafimi-Segesta, Castellammare del Golfo ed Erice. Per costoro ancora non è stata fissata la data dell’udienza preliminare per l’eventuale rinvio a giudizio.

In un altra indagine  Papania, è sotto processo a Trapani con l’accusa di voto di scambio politico mafioso. Si trova  dallo scorso luglio ai domiciliari,  per l’operazione antimafia “Eirene”. Il processo a Trapani riprenderà martedì prossimo undici novembre. Sono tredici gli imputati  quasi tutti alcamesi, sul banco degli imputati a Trapani per l’ operazione antimafia “Eirene” scattata nel settembre 2024