“Da ventidue anni senza impianto, il mare è un disastro. Intervenite almeno sulla condotta sottomarina” questa la sintesi di un comunicato del Comitato per la tutela del Territorio di Terrasini, che denuncia l’assenza di un vero impianto di depurazione e l’inquinamento costante del mare sotto la Maidduzza. Secondo il Comitato, l’attuale impianto di primo livello, costruito cinquant’anni fa e collassato lo scorso inverno, oggi si limita a convogliare i liquami al pennello a mare. Ma il tubo, con un diametro di 315 millimetri, può smaltire solo 30 litri al secondo, a fronte dei 50 che arrivano: “La differenza finisce in mare sottocosta – scrivono – e la Praiola, unica spiaggia del paese, è ormai bagnata da acque maleodoranti e potenzialmente pericolose”. Il comunicato ripercorre ventidue anni di ritardi e rinvii: “Dal 1992 Terrasini doveva dotarsi di un impianto di secondo livello. Il finanziamento di oltre 10 milioni di euro arrivò, ma tra commissari e ricorsi non si è mai arrivati a nulla”.
Bocciato nel tempo il progetto di un depuratore consortile con Cinisi e, più recentemente, si è approvata la soluzione di collegare Cinisi e Terrasini all’impianto di Carini, che oggi lavora al di sotto della propria capacità. Ma anche questo progetto, osserva il Comitato, richiederà anni per essere completato. “Non possiamo aspettare altri sette anni di scarichi a mare – si legge nella nota – chiediamo al Commissario Fatuzzo e al subcommissario Cordaro di intervenire subito almeno sul rifacimento della condotta sottomarina”. Il documento, datato 26 ottobre 2025, si chiude con un appello accorato: “Realizzare la nuova condotta da 630 millimetri e lunga un chilometro salverebbe la costa dal disastro ambientale che, stando così le cose, continuerà a colpire il nostro mare per altri dieci anni”. Una denuncia diretta e circostanziata, che riporta all’attenzione pubblica l’ennesima emergenza ambientale siciliana.






