Marsala celebra un ritorno atteso da anni: oggi il Museo Lilibeo accoglierà il Rostro Egadi 13, reperto di eccezionale valore storico e archeologico, assegnato nel 2018 su volontà dell’allora assessore Sebastiano Tusa. L’iscrizione in caratteri punici e le tracce di combattimento che porta incise, raccontano la battaglia delle Egadi del 241 a.C., quando la Sicilia passò dal dominio cartaginese a quello romano. Grazie alla determinazione della direttrice Anna Occhipinti e alla sinergia tra il Parco archeologico e la Soprintendenza del Mare, guidata da Ferdinando Maurici, il rostro sarà esposto nella sala Honor Frost, accanto alla Nave punica e a due elmi di tipo Montefortino. Il valore storico e simbolico del reperto è incommensurabile. E’ stato recuperato, a 80 metri circa di profondità, nei fondali marini di Levanzo, uno dei 28 recuperati in quella porzione di mare.
Nel marzo del 241 avanti Cristo, in quel tratto di mare, affondarono più di 80 navi, una trentina tra quelle romane e cinquanta cartaginesi, e questi numeri grazie proprio ai ‘rostri’, micidiali armi di distruzione che, applicati sulla prua delle navi da guerra, consentivano lo speronamento delle imbarcazioni nemiche e il conseguente affondamento. La battaglia delle Egadi rappresentò l’epilogo della prima guerra punica che, grazie a quello scontro in mare e alla flotta guidata del console Gaio Lutazio Catulo, arrise ai Romani a discapito dei Cartaginesi. “Si amplia la narrazione di Lilibeo con questo importante reperto parlante – ha sottolineato la direttrice Occhipinti – che accende un altro faro sulla cultura punica, origine dell’antica città.” L’assessore regionale Francesco Paolo Scarpinato ha ribadito “la fruttuosità della collaborazione tra enti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio condiviso”. Un ritorno che non è solo museale, ma identitario: Marsala ritrova un frammento della propria storia, riaffiorato dal mare e restituito alla memoria collettiva.






