Editoria. Bufera a Telesud: debiti, stipendi irregolari e accuse gravissime sui social

Non si placa la bufera su Telesud, la storica emittente di Trapani oggi travolta da accuse gravissime. Quello a cui si assiste da giorni sui social somiglia più a un reality che a un confronto serio sul futuro di una testata storica. Stavolta tutto è partito da un post di Nino Oddo, ex deputato e vicesegretario nazionale del PSI, che analizza la crisi dell’informazione trapanese e la scelta di spegnere lo storico canale 87. Si accende così la miccia: Antonini replica in un post-fiume, accusando il predecessore Marino di debiti, stipendi irregolari e contributi “a pioggia”. Marino ribatte poche ore dopo, parlando di conciliazioni giudiziarie pesanti per Telesud e di mancati pagamenti a Rai Way.

Fin qui sembrerebbe un duello tra imprenditori. Ma la polemica vira subito su un terreno scivoloso: Antonini pubblica una lettera di un ex dipendente, usata come clava mediatica contro Marino. Una mossa che getta in pasto ai social storie personali, accuse e ricostruzioni che riguardano lavoratori e famiglie, trasformati presto in carne da macello. Senza alcun rispetto. È a questo punto che interviene Assostampa Trapani, e lo fa con durezza: chiede all’Ordine dei Giornalisti di convocare direttore e redazione, all’INPGI di verificare i contributi, e mette sul tavolo anche i casi di collaboratori non iscritti all’ordine che svolgono attività giornalistica. Un affondo netto, che rimette al centro ciò che in questa rissa è stato completamente dimenticato: i diritti, la dignità, la tutela dei lavoratori.

Perché mentre Antonini promette podcast “zitti zitti” e piattaforme su App, e Marino minaccia nuove denunce, i dipendenti di Telesud restano dimenticati e senza certezze, esposti alla berlina da chi dovrebbe invece garantire loro stabilità. Una lotta di potere combattuta a colpi di post e dirette, che intrattiene i curiosi ma logora chi, con stipendi bassi e contributi ballerini, l’informazione la fa davvero. E il punto è proprio questo: finché la scena sarà occupata da personalismi e teatrini social, a rimetterci non saranno solo i lavoratori, ma i cittadini trapanesi che da Telesud si aspettavano notizie, non soap opera.