Alcamo. Abbattuto l’ultimo dei tre maestosi pini alle ‘Pigne di Don Fabrizio’ (VIDEO)

L’albero andava abbattuto. Questo il risultato delle perizie svolte con uno speciale scanner da un tecnico esterno incaricato dal comune di Alcamo e confermate dalle analisi di agronomi indipendenti. Dalle analisi -così come riportato nelle dichiarazioni- si è dovuto constatare che il grande pino alle ‘Pigne di Don Fabrizio’ era internamente vuoto. Era concreto quindi il pericolo di cedimento sulla strada, in vista anche della prossima stagione invernale. L’antico albero infatti, negli anni aveva assunto la tendenza a pendere pericolosamente sulla strada, posizione che in aggiunta ai venti e alle piogge sferzanti ha fatto ipotizzare il peggio. Si è perciò dovuto ricorrere alle maniere forti, come anche qualche anno fa, quando toccò al secondo grande pino, abbattuto per motivi analoghi. Per il primo pino fu invece ‘morte naturale’: nel gennaio del 1968, il terremoto scosse la terra e crollò improvvisamente.

Ma non tutti sanno che quei tre pini, di cui adesso resterà solo la memoria, si trovano lì da oltre due secoli, e la storia dietro alla loro comparsa è qualcosa da custodire per la città di Alcamo. Lo storico alcamese Roberto Calia racconta di un antico dramma avvenuto agli inizi del 1800. Tra le ombre del Voscurà, il bosco antico di Alcamo, una tragedia segnò per sempre la memoria della famiglia Virgilio. I tre nipoti di Don Fabrizio – due maschietti e una femminuccia, tutti sotto i dodici anni – stavano giocando ignari del pericolo nascosto tra la vegetazione quando finirono dentro un pozzo aperto, che non aveva alcuna protezione. Nessuno ricorda esattamente l’anno, ma accadde certamente tra il 1806 e il 1809. Il destino li strappò alla vita in un istante, lasciando un vuoto profondo nella famiglia e nell’intera comunità alcamese. Don Fabrizio, segnato dal dolore, volle che la loro memoria non svanisse: fece piantare tre pini sul luogo della tragedia. Quel luogo, in loro onore, da quel momento prese il nome di “Pigne di Don Fabrizio”, un muto monumento verde alla perdita dei piccoli innocenti. Ora che anche l’ultima delle tre sentinelle rimaste a vegliare sul ricordo dei tre nipotini di Don Fabrizio è stata abbattuta, di quelle pigne, traccia di un’infanzia spezzata tra le ombre del Voscurà, resta solo il nome.