Rissa per la musica alta, un ventiduenne di Carini accoltellato, 10 denunce

È esplosa la violenza in via Capulone a Carini, dove una lite tra vicini di casa per la musica ad alto volume è degenerata in una rissa sanguinosa. I carabinieri della Sezione Radiomobile di Carini, con il supporto dei colleghi di Terrasini, hanno denunciato dieci persone, di età compresa tra i 19 e i 61 anni, per rissa aggravata. Un ragazzo di 22 anni è rimasto ferito con colpi di coltello al torace e agli avambracci, mentre il padre, 61enne, ha riportato contusioni ed escoriazioni al volto. Entrambi, inizialmente visitati alla guardia medica di Carini, sono stati poi trasferiti all’ospedale di Partinico per ulteriori accertamenti.

Secondo la ricostruzione della madre del giovane, la giornalista di Telejato Mary Giammona, la lite sarebbe scoppiata dopo una richiesta “bonaria” di abbassare il volume della musica neomelodica proveniente dalla casa affittata da alcuni villeggianti. Questi ultimi avrebbero invitato la famiglia Giammona all’esterno con il pretesto di scusarsi, trasformando l’incontro in un vero e proprio agguato: «Hanno accoltellato mio figlio per futili motivi – scrive su Facebook Giammona –. Ho visto il suo corpo coperto di sangue, ma nessuno è stato trattenuto per tentato omicidio. Queste persone girano armate e senza alcuna dignità». La colluttazione, avvenuta senza testimoni diretti, ha visto uno degli aggressori – secondo la signora Giammona in stato di alterazione da alcol o droga – accanirsi sul ventiduenne, colpendolo al petto e tentando persino di strangolarlo.

Secondo le dichiarazioni della donna i carabinieri intervenuti sarebbero stati a loro volta spintonati dall’uomo, che ha opposto resistenza rifiutando di fornire i documenti. Il ragazzo, trasportato dal padre in ospedale, ha riportato una ferita da taglio all’avambraccio destro suturata con otto punti, un’altra al pettorale sinistro con tre punti, oltre a contusioni e segni di strangolamento. Le indagini dei militari proseguono per chiarire le responsabilità, ma intanto resta lo sgomento di una comunità che si sente sempre più impotente di fronte alla violenza che respira, aggravata da futili motivi.