Tubercolosi: cause, pericoli e precauzioni

Antibiotic resistant bacteria inside a biofilm, 3D illustration. Biofilm is a community of bacteria where they aquire antibiotic resistance and communicate with each other by quorum sensing molecules

La tubercolosi, in sigla TBC, è una malattia infettiva causata da un batterio gram positivo, detto anche bacillo di Koch, dal nome dello scienziato che lo scoprì nel 1882.
 Il contagio è facile: bastano uno starnuto di una persona infetta, un colpo di tosse, oppure le goccioline di saliva emesse mentre si parla, perché il bacillo si diffonda nell’ambiente e infetti altri individui. Non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della tubercolosi si ammalano subito. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese.

La forma più diffusa è senza dubbio la tubercolosi polmonare, ma può interessare anche altri organi. In questo caso, si parla di tubercolosi extrapolmonare. Nella tubercolosi extra-polmonare, i bacilli tubercolari si diffondono attraverso il sangue e la linfa, con successiva localizzazione in vari organi e tessuti e differenti quadri sintomatologici. La prevenzione della tubercolosi può essere attuata con la vaccinoprofilassi o con la chemioprofilassi.
Nel primo caso, la profilassi serve ad impedire l’infezione se si viene a contatto con il bacillo della tubercolosi; nel secondo caso la profilassi serve ad impedire che l’infezione primaria evolva a malattia tubercolare. Le precauzioni da adottare nei confronti di pazienti con tubercolosi attiva o accertata o sospetta sono rappresentate dalle Precauzioni Standard e dalle precauzioni aggiuntive per malattie trasmesse per via aerea.

È necessario quindi isolare il paziente in una stanza singola con pressione negativa, avendo la premura di mantenere costantemente la porta chiusa e di limitare al minimo gli accessi nella stessa. La tubercolosi si cura con una terapia farmacologica che dura diversi mesi, solitamente 6 o 9, e prevede l’assunzione di una combinazione di antibiotici.

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