Le dichiarazioni spontanee rese da Giosuè Di Gregorio, uno degli imputati nel processo scaturito dall’operazione antimafia Eirene, hanno caratterizzato le fasi conclusive dell’udienza di ieri davanti ai giudici del Tribunale di Trapani. “Non ho mai conosciuto Papania. Non l’ho mai incontrato. I mille e 500 euro che mi hanno consegnato sono in parte serviti per una cena elettorale e il resto per uso personale. Perricone l’ho conosciuto in carcere”.
Entrambi sono reclusi al Pagliarelli e seguono le udienze in videoconferenza. Ieri ha deposto l’ispettore della Squadra mobile di Trapani, Giuseppe Cuciti, uno degli investigatori che ha condotto le indagini. Imputato eccellente l’ ex senatore alcamese, Antonino Papania da una settimana ai domiciliari. Ha scelto la sua abitazione estiva di Alcamo Marina. L’ispettore Cuciti ha illustrato il periodo che va dal mese di giugno di quattro anni fa sino all’agosto del 2023. Fondamentali ai fini delle indagini le intercettazioni telefoniche, le microspie installate nei luoghi e uffici frequentati da Papania compresa una posta nella sua auto, una Mercedes utilizzata dall’ex senatore per i suoi spostamenti. Le indagini sono partite per cercare di avere una mappa di cosa nostra alcamese dopo la crisi della famiglia Melodia. Antonino è da anni in carcere dove sta scontano l’ergastolo, mentre Ignazio “u dutturi”, diventato il capo mandamento scelto da Matteo Messina Denaro, è morto nel settembre 2019.
Gli investigatori hanno puntato la loro attenzione su Francesco Coppola diventato il capo di cosa nostra di Alcamo. Allo stato attuale si trova nel carcere di Secondigliano nel reparto del servizio sanitario. Lo spunto della operazione “Eirene” è venuto dalle intercettazioni telefoniche dove emergerebbe la figura di Giosuè Di Gregorio, un alcamese abitante a Trapani dove ha gestito ristoranti. Nella deposizione l’ispettore Giuseppe Cuciti ha riferito che: ”Di Gregorio si occupava di gestire anche le controversie”. E sono state le intercettazioni a fare scoprire i presunti contatti tra l’ex vice sindaco Pasquale Perricone che si sarebbe occupato di trovare voti per le regionali per Angelo Rocca, segretario del movimento Via fondato da Papania.
“Riusciremo a provare la piena innocenza di Nino Papania estraneo a tutto questo castello di accuse” dicono gli avvocati Vito Di Graziano e Saro Lauria. Papania e Perricone sono imputati solo per voto di scambio politico mafioso, articolo 416 ter. Il processo riprenderà il prossimo 23 settembre.






