Arriva anche in appello la conferma della condanna per i danni provocati da due proprietari di case di villeggiatura, realizzate abusivamente, in cima ad una collina di Alcamo Marina. La sentenza di appello arriva dopo 14 anni dal violento nubifragio che nella notte del 31 gennaio del 2009 provocò frane e allagamenti soprattutto nelle abitazioni molte delle quali realizzate dopo essersi appropriati di parte del letto del torrente Canalotto. A causa del nubifragio una grossa frana si verificò su una collina con smottamenti di fango, detriti e rami di alberi che danneggiarono le abitazioni a valle, quasi accanto alla statale 187. E per fortuna non si riversarono migliaia di litri di acqua contenuti in una piscina di proprietà di Vito Girolamo Abate.
Quel nubifragio fece scattare, per come accade anche oggi, l’allarme allagamenti in una località priva di opere di urbanizzazione come le fognature. Ansia ogni volta che piove insistentemente. A presentare appello Vito Girolamo Abate, mentre non si sono costituiti i coniugi Mariano Leale e Franca Rosaria Lombardo, proprietari di uno dei due villini finiti sotto inchiesta e condannati in primo grado. I giudici della Corte d’appello di Palermo, presieduta da Giovanni D’Antoni, hanno confermato la sentenza di primo grado per quanto riguarda anche il risarcimento ai proprietari dei villini sottostanti, che ammonta a circa 200 mila euro. Più 50 mila di spese giudiziarie.
La prima causa civile è stata celebrata nove anni fa per la vicenda legata alla frana sulla “Collina del disonore”. Scrivono i giudici: “che la causa dell’evento franoso verificatosi nella notte tra il 31 gennaio 2009 e il primo febbraio va ricondotto alle negligenze costruttive messe in opera dai proprietari dei due villini posti a monte, ossia da una parte la proprietà Leale-Lombardo e dall’altra la proprietà Abate in assenza di concessione edilizia, che ha aumentato la instabilità del costone poi franato”. I proprietari dei villini a valle solo lo scorso dicembre, dopo ben 14 anni, hanno potuto riprendere possesso degli immobili dopo la messa in sicurezza della collina. Niente villeggiatura per 14 anni con invasione di fango e detriti quando pioveva.






