Jean Alesi, ‘alcamese genuino’. L’ex ferrarista chiama la famiglia sul palco

Al momento della consegna della targa che ha sancito la cittadinanza onoraria di Alcamo, ha chiamato sul palco il padre Franco, lo zio e il più piccolo dei suoi quattro figli. Giovanni Roberto Alesi, noto nel mondo come Jean Alesí, non ha perduto i valori più importanti, quelli legati alla famiglia e al rispetto delle proprie radici. Il consiglio comunale al gran completo, in un cortile del Collegio dei Gesuiti gremito, ha quindi dato vita a una data indimenticabile. Alesí, 57 anni, da oggi é un cittadino onorario di Alcamo.

Lui, uno dei ferraristi di Formula 1 più amati nel mondo, alla stregua di Schumacher e Villeneuve, conosce comunque molto bene il territorio alcamese e le abitudini della gente. Dopo la consegna, a precisa domanda su cose volesse dire ai vecchi-nuovi concittadini, ha scherzosamente affermato: “Vorrei dire di non suonare il clacson al mattino presto. Magari fatelo dopo le 8″.

Jean Alesí ama Alcamo e sa che gli alcamesi sono dappertutto. Durante la sua carriera ne ha incontrati su tutti i circuiti, dal Messico all’Australia, dall’Argentina al Sud-Africa. “Sono felice che una volta tanto, per questo splendido momento, tutti gli schieramenti della politica si siano trovati d’accordo. Alcamo ha castelli, piazze e altri luoghi bellissimi. Bisogna lavorare insieme per migliorare sempre le cose”.

L’ironia non manca al campione della Ferrari. A chi gli chiedeva come si facesse a guidare strepitosamente sotto la pioggia, grande prerogativa di Alesí in gara, ha risposto: “Gli alcamesi lo sanno bene, vista la grande scivolosità dell’asfalto delle strade”. Si è poi rivolto ai giovani: “Chi comincia con i kart non deve avere la foga di affermarsi presto e a tutti costi. Per sfondare serve comunque soprattutto una cosa: culo”.

Un uomo che sembra non avere mai reciso il legame con la sua terra, con le cose più belle di essa, con i veri valori, con le sane abitudini. “Ogni volta che vengo ad Alcamo vado sempre negli stessi posti per trovare ottima salsiccia e per acquistare ottimo vino”. Da ogni cosa pronunciata da Alesí, in italiano ma con la tipica cadenza francese, trapela genuinità. Come quando é stato costretto, più volte, a interrompere il racconto, tradito dall’emozione, di come arrivò la proposta della Ferrari. E poi anche quando, senza indugiare, si è prestato a fare foto e selfie.

Ma perché i tifosi, nonostante la “Rossa” non andasse bene e i risultati non arrivassero, lo amavano e continuano ad amarlo, esattamente come facevano i meccanici in gara? “Penso perché quando mi dicevano che il motore avrebbe resistito al massimo mezz’ora, io rispondevo che avrebbero visto cosa avrei fatto in quei trenta minuti”. Grande Giovanni Roberto, tutti quanti siamo orgogliosi di essere tuoi concittadini. Magari terrai già in serbo qualcosa di bello per la tua Alcamo.