La provincia trapanese al penultimo posto per la pratica dell’allattamento al seno. Al di sotto persino della già fin troppo bassa media siciliana che si ferma appena al 30 per cento rispetto invece al trend nazionale che sale al 36 per cento e anche questo dato di suo non è che sia eccelso: nel trapanese le neomamme che allattano addirittura di fermano appena al 26 per cento, peggio fanno solo le messinesi. In soldoni significa che solo una donna del trapanese che ha appena su quattro allatta dal seno ed in forma eslcusiva, quindi senza le classiche aggiunte di latte artificiale alle poppate naturali. Partendo da questo dato abbastanza allarmante che viene fuori da una recente indagine del Dipartimento attività sanitarie e osservatorio epidemiologico della Regione Siciliana si sono confrontati medici ed esperti del settore al castello arabo-normanno di Castellammare del Golfo nel corso del convegno sull’allattamento e la prevenzione del tumore al seno, organizzato dal sempre attivo gruppo facebook “Sei di Castellammare del Golfo se…” e consigliato da “iMamma” con il contributo non condizionato di “Pharma Mum Italia” ed il patrocinio del Comune. L’indagine sull’allattamento è stata portata avanti dal personale sanitario che ha intervistato le mamme in occasione del primo vaccino dei loro figli, quello che si fa intorno al terzo mese di vita dei piccoli e quindi nel momento in cui l’allattamento dovrebbe procedere alla grande. Invece, il risultato è stato sconfortante: dalla ricerca è emerso che solo il 30 per cento delle mamme allattava in maniera esclusiva. E questo ha degli svantaggi per tutti, mamma e figlio: “Vanno sfatati miti e credenze – afferma il ginecologo e moderatore del convegno, Salvatore Di Lorenzo – per cui si pensa che chi allatta è soggetto a malattie tumorali e a inestetismi. Semmai è tutto il contrario ed è stato dimostrato anche scientificamente. La donna che allatta contrasta l’insorgere di malattie neoplastiche e non si va incontro ad alcun peggioramento della forma del seno o altro ancora”. Ci si è soffermati anche proprio sull’aspetto dei tumori al seno che sono la prima causa di morte nelle donne nella fascia d’età più giovane. Sotto questo aspetto si è puntato molto sulle necessità di una prevenzione che può anche essere fatta in un primo momento autonomamente attraverso l’autopalpazione di cui sono state spiegate le tecniche: “Anzitutto bisogna guardarsi alle specchio nude e verificare se vi sono retrazioni sul capezzolo o altri effetti sulla pelle perchè possono essere un sintomo – ha evidenziato l’ostetrica Leonarda Munna -. Dopodichè ci si deve distendere e con la mano ben larga, e non con i polpastrelli, fare dei movimenti rotativi dall’interno verso l’esterno del seno. Se sorgono dei dubbi sulla presenza di noduli o altro bisogna subito recarsi da un medico. Consiglio questa pratica almeno una volta al mese”. L’Oms, l’organizzazione mondiale della sanità, ha ribadito più volte che i neonati dovrebbero essere nutriti con latte materno almeno per 6 mesi e in modo esclusivo, cioè senza ricorrere ad aggiunte di prodotti artificiali.

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