A colpi di maggioranza il Movimento 5 Stelle approva le modifiche alla tariffe sulla Tari, la tassa sui rifiuti, e quindi il relativo piano economico-finanziario relativo alla raccolta e smaltimento della spazzatura. Alla fine con i soliti 14 voti dei consiglieri a sostegno dell’amministrazione comunale si fa entrare in vigore una tariffazione che se prevede che rimanga tutto invariato, o quasi, per i cittadini, invece su imprese e commercianti vengono spalmati aumenti. E’ stato approvato l’emendamento presentato dall’amministrazione rispetto all’originaria impalcatura della proposta dello stesso governo cittadino che ha permesso di evitare rincari ben peggiori che mediamente si aggiravano sul 30 per cento. In questo modo l’aumento medio è del 15 per cento a discapito comunque delle utenze cittadine su cui era previsto qualche abbassamento, seppur minimo, del tributo. Per l’opposizione una manovra che comunque non salva da determinati rischi.

In particolare sono stati diminuiti gli sgravi per le famiglie con un solo componente, passati dal 30 al 20 per cento, e tali economie hanno permesso di evitare peggiori rincari per imprese ed esercenti.

Non sono mancate le polemiche e il dibattito, in alcuni momenti, è stato ad altissima tensione. Da una parte l’opposizione che ha chiesto spiegazioni su come fosse possibile che a fronte di un aumento considerevole di percentuale di rifiuto differenziato prodotto non fosse corrisposta una diminuzione dei costi, dall’altra la maggioranza che ha accusato l’opposizione di aver creato allarmismo tra la gente a fronte di aumenti non così enormi e in particolare il precedente consiglio comunale di non aver approvato nel 2015 e nel 2016 alcun piano economico dei rifiuti, non introducendo quindi le differenze di costi che mano a mano si registravano.

Gli uffici hanno relazionato presentando il nuovo piano economico del servizio rifiuti, lievitato a quasi 9 milioni di euro l’anno, nonostante i rifiuti in discarica dal 2016 alla stima di quest’anno siano diminuiti di oltre un milione e 200 mila chili. Dai rifiuti differenziati invece il Comune ha stimato nel corso di quest’anno un introito di 170 mila euro dalla carta, di altri 190 mila dalla plastica mentre dal vetro non entrerà nulla sulla base di un accordo con la piattaforma che li riceverà. Di fatto i cittadini, ad oggi, di benefici in bolletta non ne hanno visti.

Via libera anche alle tariffe Imu e Tasi anche se non cambia nulla: rimane tutto invariato rispetto allo scorso anno e a due anni fa, quando l’allora commissario straordinario del Comune Giovanni Arnone dovette aumentare le aliquote promettendo che sarebbe stato un sacrificio di un solo anno. Ed invece l’aumento è rimasto tale a quale. L’opposizione ha presentato un emendamento chiedendo di abbassare le aliquote per alcune tipologie di immobili, terreni ed imprese, soluzione bocciata per mancanza di copertura finanziaria. Anche qui i grillini non hanno perso occasione per puntare il dito sulle passate amministrazioni e sullo sfascio economico del municipio che, a loro dire, sarebbe proprio frutto della malagestione del passato.

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