E’ morto l’undici settembre scorso. Ma ad un mese dal decesso la sua salma si trova ancora depositata nella camera mortuaria del cimitero di Alcamo. L’artista alcamese Fausto Cannone continua, così come altri alcamesi deceduti, ad attendere per trovare un loculo che deve mettere a disposizione il Comune. I familiari continuano a chiedere un loculo. Continuano ad andare a fare visita al proprio congiunto deceduto da tempo ma per entrare in quella camera mortuaria dovrebbero indossare una maschera antigas tanto è pesante il lezzo del quale si rimane investiti. Ad Alcamo, corsi e ricorsi della storia, è vietato morire. Eppure l’apertura del Santissimo Crocifisso, per la cui realizzazione sono stati necessari una ventina di anni, era stata salutata come la soluzione del problema loculi. Ma anche al Santissimo Crocifisso i problemi non mancano poiché  molte sepolture sono state invase da acque sotterranee. Che in quel sottosuolo ci fossero sorgenti era noto quando si approvò una ventina di anni fa il progetto. Infatti i terreni erano coltivati ad ortaggi che richiedono tanta acqua. Contro l’esproprio si batterono i proprietari di terreno, ortolani, poiché era l’unica fonte di sostentamento. E per quanto riguarda l’acqua che ha invaso molte sepolture, un paio di anni fa si costituirono comitati di cittadini, che ebbero numerosi incontri con il commissario straordinario del Comune per iniziative prevalentemente portate avanti dall’ex consigliere Ignazio Caldarella. Mancanza di loculi. Acqua nel sottosuolo hanno fatto scattare da tempo un’emergenza, che andrebbe immediatamente affrontata per dare un servizio molto importante come è quello di dare una degna sepoltura. Pare che sia necessaria una variante urbanistica per nuovi loculi al Santissimo Crocifisso.

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