Conto alla rovescia per l’acquisizione della Banca di credito cooperativo di Paceco da parte della don Rizzo di Alcamo, le cui trattative vanno avanti da tempo e che subirono un rallentamento dopo l’inchiesta che ha investito la senatore Pietro Grammatico. Entro la fine del mese si dovrebbe concluderà l’operazione dell’acquisizione. Questa si sta svolgendo sotto la vigilanza del Fondo di garanzia delle Banche di credito cooperativo che ha conferito alla Bcc Alpi Marittime, che si trova nel Comune di Corrù in provincia di Cuneo, il ruolo di tutor nei confronti della Don Rizzo di Alcamo. L’accorpamento nella fase iniziale è indolore dal punto di vista finanziario per la don Rizzo, che si dovrà naturalmente accollare poi l’onere della gestione della banca con sede a Paceco che ha alcune filiali nel Trapanese e una trentina di impiegati. E per quanto riguarda gli impiegati già è stato raggiunto l’accordo con i sindacati per esodi e prepensionamenti.  Con la gestione della don Rizzo ne dovrebbero entrare solo una ventina. La senatore Grammatico ha anche una filiale con sede a Trapani così come la don Rizzo, che verrà accorpata alla don Rizzo, mentre saranno probabilmente chiusi gli sportelli di Rilievo, Napola e Tabaccaro.  Intanto prosegue il programma della governace della don Rizzo, presieduta da Sergio Amenta, per cercare di riportare i conti in attivo. Secondo stime della stessa banca don Rizzo il primo semestre del 2017 si è chiuso in pareggio con la speranza che non insorgano problemi entro la fine dell’anno per potere chiudere in pareggio. Su tale obiettivo lavora l’amministrazione che ha tagliato tanti rami per cercare di risparmiare.  Già 26 dei 28 impiegati scelti sulla base di anzianità di servizio sono andati in prepensionamento. Gli ultimi due entro l’anno. La don Rizzo ha venduto crediti deteriorati per circa 50 milioni e tagliato gli stipendi ai dipendenti del 10 per cento. Nonostante questi tagli il 2016 si è chiuso con una perdita di esercizio di un milione e 967 mila euro. Il 2015 al 31 dicembre le perdite ammontavano a 4 milioni e 729 mila euro. Gli amministratori puntano a chiudere l’anno in corso con un bilancio in pareggio, sempre che, ribadiamo, non sorga, nel frattempo, qualche altro problema. Prevista anche la chiusura di alcune agenzie della don Rizzo che operano in piccoli comuni. Ricordiamo che nello scorso mese di maggio l’assemblea dei soci della don Rizzo ha deliberato l’adesione all’Iccrea banca poiché entro la fine del 2019 saranno creati in Italia due grandi poli per le Banche di credito cooperativo.

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