Via le Province ma arrivano le critiche

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Crocetta oggi approva la proposta di legge per l’abolizione delle Province.

“La Sicilia sarà la prima regione a tagliare gli enti – ha detto – dando spazio ai liberi consorzi di Comuni”.

Le critiche non sono mancate come quella di  Giovanni Avanti, Presidente della provincia di Palermo.

«Non si può fare finta – ha detto Avanti – di inventarsi una riforma già fatta nel 1986, con l’unico scopo di nascondere il vero obiettivo e cioè quello di nominare dei commissari non legittimati dal popolo e graditi al presidente stesso, rinviando elezioni che darebbero agli elettori la possibilità di poter scegliere democraticamente. Siamo di fronte ad una manovra puramente demagogica che ha tutto il sapore dei vecchi sistemi della peggiore politica del passato, finalizzata solo alla gestione del potere». «Ricordo ancora una volta – conclude – che come Unione delle Province avevamo presentato una proposta legislativa finalizzata a ridurre i costi attraverso un taglio sensibile del numero di assessori e consiglieri e con l’accorpamento in capo alle Province di una serie di enti e carrozzoni inutili, dagli Ato, agli Iacp fino ai Consorzi di bonifica che costano alla Regione un’enormità: solo come governance 50 milioni di euro; mentre con l’abolizione delle Province il risparmio sarebbe solo poco più di 10 milioni di euro, appena il 2% della spesa corrente delle Province. Di fronte a questa evidenza, emerge chiara la volontà di far credere all’opinione pubblica qualcosa che non esiste. Se è questo il modello Sicilia da prendere come esempio siamo davvero messi malissimo»

 

 

Abolire le Province farebbe risparmiare subito 13 milioni e mezzo, cioè il costo delle elezioni previste per il 26 e 27 maggio. Inoltre – spiega l’assessore agli Enti locali, Patrizia Valenti – si risparmierebbero almeno dieci milioni all’anno: costo delle indennità per presidenti, assessori e consiglieri.