Tonnara di Favignana. La Lega di Salvini ne decreta la morte

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La Lega, che definiva terroni gli abitanti del Meridione d’Italia e con altri poco lusinghieri epiteti sbraitava quotidianamente da radio Padania contro il sud, in Sicilia ha fatto incetta di voti alle recenti elezioni europee. Ora come una sorta di ringraziamento, invece di professare riconoscenza ai siciliani e in questo caso ai trapanesi, per i voti magnanimamente elargiti, arriva la decisione del ministro leghista di Pavia, Gian Marco Centinaio, definito l’uomo- Senato di Matteo Salvini, il cui sottosegretario, anche lui della Lega, ha decretato la chiusura della tonnara di Favignana. Speriamo che i leghisti si ravvedano e ritirino un provvedimento che ha innescato preoccupazione per la perdita di una quarantina di posti di lavoro, per il tracollo di un’antica tradizione e un vespaio di polemiche politiche. La chiusura della tonnara di Favignana diventa argomento di scontro fra Forza Italia e Lega. Dopo la decisione del ministero dell’Agricoltura, presieduto dal leghista Centinaio, che ha ulteriormente abbassato la quota, per lo storico stabilimento del Trapanese, a 14 tonnellate. E l’azienda che la gestisce, la “Nino Castiglione”, ha annunciato la chiusura. E adesso ad andare all’attacco è il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè: “Oggi – scrive è morta la Tonnara di Favignana. Lo ha deciso un sottosegretario della Lega – Salvini Premier. L’azienda Nino Castiglione, con un enorme sforzo economico e con il sostegno della giunta Musumeci, aveva da poco riaperto la storica struttura dando lavoro a centinaia di maestranze, restituendo al mondo una tra le più grandi tonnare del Mediterraneo e dal passato glorioso perché ricca di storia e cultura”. Premessa per un affondo durissimo contro il sottosegretario Franco Manzato, che firmando il decreto. “Soltanto un leghista di Oderzo, uno che non sa neanche cosa sia il mare, figuriamoci l’industria conserviera ittica – attacca Miccichè – poteva rendersi protagonista di una distribuzione delle quote tonno a totale svantaggio di Favignana”. Poi l’invito a “tutti i deputati siciliani a Roma, di qualsiasi schieramento o partito”: “Inchiodare alle sue responsabilità l’uomo di Salvini e a chiedere una immediata revisione della distribuzione delle quote tonno per salvare la tonnara di Favignana”. Intanto il deputato alcamese del M5S Antonio Lombardo assieme a due senatori grillini ha chiesto un incontro col ministro Centinaio affinché venga ritirato il provvedimento che condanna a morte la tonnara di Favignana.