‘Sorella Sanità’, niente arresto per deputato Pullara. Cassazione smentisce Gip, senza rinvio

Per lui erano stati ordinati gli arresti domiciliari, nell’agosto scorso,  nell’ambito dell’indagine ‘Sorella Sanità’, per una serie di presunte turbative d’asta nell’ambito degli appalti per le forniture a ospedali e aziende sanitarie dell’agrigentino. Adesso Carmelo Pullara, licatese di 48 anni, deputato autonomista del gruppo misto, si è visto annullare l’ordine di arresto dalla sesta sezione della Cassazione. La decisione della Suprema Corte non consente rinvio.

I giudici supremi hanno quindi accolto il ricorso dell’avvocato Giuseppe Di Peri, difensore dell’on. Pullara coinvolto nella stessa inchiesta sugli appalti della sanità siciliana che ha portato all’arresto, fra gli altri, del direttore generale dell’Asp di Trapani, Fabio Damiani, e del commissario covid per la Sicilia, Antonio Candela.

Il ricorso di Carmelo Pullara era stato presentato contro il provvedimento del tribunale del riesame di Palermo, che aveva ribaltato la decisione del Gip Claudia Rosini. Per quest’ultimo giudice non c’erano infatti gli estremi per mettere ai domiciliari il deputato regionale, mentre per il riesame gli indizi, rappresentati dal pool del procuratore aggiunto Sergio Demontis, erano sufficientemente gravi.

La Cassazione ha ritenuto invece che non vi fossero elementi d’accusa tali da giustificare una misura cautelare. Nel processo già fissato, la posizione dell’onorevole Pullara era stata stralciata proprio in attesa del pronunciamento della Cassazione, pronunciamento adesso definitivo. Il politico agrigentino non dovrà essere arrestato.