Slittamento amministrative in Sicilia, approvato disegno di legge. Al voto Alcamo e Calatafimi

Se ne parlava da almeno un mese e lo slittamento, seppur ancora non accompagnato da un’apposita legge dell’ARS, era in partica già ufficiale. Adesso è stato messo nero su bianco in un disegno di legge approvato dal governo regionale. Le elezioni amministrative, in programma a maggio in 42 comuni della Sicilia, anche ad Alcamo, vengono rinviate in una data compresa tra 15 settembre e 17 ottobre. La legge dovrà adesso essere approvata dall’assemblea regionale siciliana e tutte le forze politiche sono già d’accordo. La decisione era inevitabile alla luce del permanere del contagio nell’Isola e alla luce dello slittamento già predisposto per le amministrative nelle altre regioni d’Italia.

Per armonizzare le elezioni con quelle delle ex province, i libero consorzi, è stato previsto che queste ultime si tengano entro sessanta giorni dalla proclamazione degli eletti nella tornata delle amministrative. La proposta dell’assessore alle autonomie locali Marco Zambuto, prima di essere sottoposta all’esame dell’ARS dovrà transitare dalla commissione parlamentare competente presieduta dal marsalese Stefano Pellegrino.

Alcamo rappresenta il comune più grande, come numero di abitanti e di votanti, che dovrà rinnovare sindaco, giunta e consiglio comunale.  Domeinco Surdi, il sindaco di quella che cinque anni fa si rivelò la cittadina più grillina d’Italia, avrà quindi un surplus di mandato di cinque mesi. Poi cercherà la riconferma e da tempo ha già lanciato la sua ricandidatura. Oltre ad Alcamo, fra settembre e ottobre, la data precisa è ancora da decidere, si voterà anche a Montevago nell’agrigentino, a Calatafimi a causa delle dimissioni del sindaco Accardo, e in quattro comuni del palermitano. Terrasini, San Cipirello, Montelepre e San Giuseppe Jato.