“Politica dei veleni”, donna condannata per diffamazione a Bonventre

Quella campagna elettorale rappresentò davvero una montagna di veleni. Lo scontro fra i gruppi politici in campo fu totale e dalle amministrative di Alcamo del 2012 scaturirono anche due distinti processi per voto di scambio con decine di imputati, tra questi anche alcuni big della politica e del loro entourage. Tutti assolti in appello tranne l’ex consigliere comunale Nicolosi, mister 400 preferenze, e due attivisti di quella campagna elettorale, Galbo e Bambina, che per il 12 aprile attendono il verdetto della Cassazione. Quel voto del 2012, che al ballottaggio portò all’elezione di Sebastiano Bonventre, per 36 voti, a sindaco della città di Alcamo, procurò e continua a procurare una serie infinta di vicende giudiziarie per diffamazione e richieste di risarcimenti. E non soltanto fra lo stesso ex sindaco e il suo rivale Niclo Solina, candidato a sindaco per ABC. Fra l’altro alcuni episodi diffamatori sui social risalgono al periodo fra aprile e giugno del 2016.

Uno di questi proprio ieri è arrivato a sentenza. Una donna di 54 anni, originaria di Sant’Agata di Miltello, ma da diverso tempo residente ad Alcamo è stata condannata per diffamazione aggravata a 5 mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese legali. Il tribunale monocratico di Trapani, presieduto da Rossana Cicorella, ha anche rimesso gli atti al giudice civile per la quantificazione del danno da risarcire. I fatti risalgono al 23 giugno del 2016 quando la 54ennne, adesso condannata, nei commenti a un vide che circolava su youtube e che faceva chiaramente riferimento allo stesso sindaco Bonventre, nonché all’ex senatore Papania e a Nicolosi, rispose ad un altro soggetto che aveva scritto “la merda che spnsorizza altra merda, date un’occhiata” con la seguente frase: “infatti piove per togliere la merda che aleggia su Alcamo”.

Il riferimento all’identità dei diffamati è evidente. Ieri è arrivata la condanna per la querela presentata da Bonvetre, difeso dall’avvocato Antonino Gucciardo, ma la donna alcamese venne querelata anche da Nicolosi e Papania.  Qualche mese fa, per un commento a un post di Domenico Surdi, non ancora sindaco, sulla sentenza in primo grado per voto di scambio, un cuoco alcamese di 40 anni era stato condannato, sempre per diffamazione, a 4 mesi e al pagamento di oltre 3.000 euro di spese legali.