Partinico, rifiuti: nelle periferie è ancora emergenza

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Partinico sta uscendo lentamente dall’emergenza rifiuti. Dopo 15 giorni finalmente sono state del tutto ripulite le aree del centro urbano, ora il piano straordinario di raccolta si è spostato nelle periferie dove da prelevare ci sono all’incirca 500 tonnellate di rifiuti accumulati. Le zone più critiche restano quelle del mercato ortofrutticolo e delle contrade 4 Vanelle, Mirto, Rocca, Valguarnera e la strada statale 113 in direzione Alcamo, vastissime aree che si disperdono nella campagna aperta e che quindi sono difficilmente controllabili sul piano del contrasto all’abbandono dei rifiuti. “Proprio questa mattina (ieri per chi legge, ndr) – afferma l’assessore all’Ambiente Giovanni Pantaleo – abbiamo avviato un piano straordinario di pulizia delle periferie. Oramai si può dire che sono stati ripuliti l’area del mercato ortofrutticolo e diverse altre periferie. Si può sostanzialmente annunciare che stiamo rientrando e che oramai il servizio di raccolta è quasi a regime”. Nonostante ciò l’Ato rifiuti sta provvedendo a noleggiare 4 pale meccaniche che avranno il compito di ripulire per l’appunto le zone più intasate dai rifiuti. L’appalto sarà affidato, salvo complicazioni o gara deserta, il prossimo mercoledì. Forse un’iniziativa strategica dal momento che il giorno successivo si prevede almeno una triplicazione del conferimento dei rifiuti nelle aree più periferiche, specie quelle di contrada Bosco Falconeria e nei pressi della via Madonna del Ponte, dove insistono centinaia di villini e dove è previsto il tradizionale “esodo” dei cittadini per la festa della Liberazione. Più in generale restano difficili le condizioni igienico-ambientali delle periferie di Partinico anche per il moltiplicarsi di micro discariche a cielo aperto che non si possono eliminare con gli interventi ordinari. “Si tratta di rifiuti dati alle fiamme – aggiunge Pantaleo – che quindi non possono essere raccolti dai nostri mezzi. Siamo in presenza di rifiuti speciali molto pericolosi, per cui serviranno ditte appositamente specializzate per il loro prelievo e il successivo smaltimento. La decisione di coprirli con dei teloni l’abbiamo ritenuta opportuna anche per evitare che qualcuno continui ad accatastare immondizia da quelle parti. Nel contempo continueremo ad effettuare  consueti controlli per contrastare il malcostume dell’abbandono dei sacchetti dell’immondizia in maniera selvaggia”. In questo contesto già abbastanza difficile si fanno oltretutto sempre più tesi i rapporti tra il Comune l’Ato rifiuti. Infatti il Settore dei Servizi ambientali ha deciso di revocare le determine in cui si affida il compito alla società d’ambito, per gli anni compresi tra il 2008 e il 2010, di raccolta dei rifiuti nelle aree extraurbane. “Si è presa tale decisione – scrive la responsabile del procedimento, Maria Vita Ragona – perché l’Ato, nonostante le ripetute sollecitazioni, diffide e messe in mora, non ha ad oggi effettuato nessuno degli interventi affidati”. Il Comune procederà quindi al recupero delle somme stanziate, pari a quasi 50 mila euro.