Partinico: Comune, caccia agli evasori

PARTINICO – Caccia agli evasori: il Comune promette battaglia a chi elude le imposte. Parola d’ordine quella di fare cassa in questo momento di enorme difficoltà. Quindi non solo aumento delle imposte a chi già paga regolarmente ma anche caccia ai “furbetti” che da sempre vivono nell’ombra in città e che ad oggi l’hanno fatta franca. Il piano messo in atto dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Salvo Lo Biundo è chiaro ed è riportato nero su bianco nella relazione del bilancio di previsione: si conta di recuperare ben un milione di euro dagli evasori della vecchia Ici, l’imposta comunale sugli immobili oggi sostituita dall’Imu. L’obiettivo lo si raggiungerà mettendo in atto una sorta di incrocio di banche dati tra i vari uffici pubblici per riscontrare “anomalie”. Lavoro che già il Comune ha portato avanti nel recente passato e che negli ultimi anni ha permesso di accertare un’evasione pari a quasi un milione e mezzo di euro. Un atto necessario in un momento in cui la liquidità delle casse comunali scarseggia e lo testimoniano gli enormi ritardi nel pagamento delle imprese fornitrici di servizi i cui pagamenti vengono fatti anche a distanza di oltre due anni. Ma soprattutto il piano di recupero dell’evasione tributaria appare oggi più di ieri un fatto dovuto di equità nei confronti di tutti i contribuenti che hanno pagato anche sulle loro spalle le conseguenze delle difficoltà finanziarie dell’ente. Ad esempio con l’aumento della tassa sui rifiuti solidi urbani: dal 2010 al 2012 il Comune ha aumentato le sue entrate in questo specifico versante di 500 mila euro, passando da 3,5 agli attuali 4 milioni di introiti. Ma sono anche triplicate le entrate Ici iscritte in bilancio: da 500 mila all’attuale milione e mezzo di euro. In totale il Comune ha iscritto nel proprio bilancio, alla voce dell’entrate tributarie, 13,9 milioni di euro. Il piano antievasione però appare decisamente in salita. Infatti, secondo i dati dell’ufficio Tributi del Comune, mediamente ogni anno un partinicese su cinque non paga le tasse. Rifiuti solidi urbani, acqua e Ici restano sempre introiti aleatori perché l’ente non riesce ad incassare per intero le cartelle notificate ai contribuenti. I numeri sono anche abbastanza sostanziosi: ogni anno, per quanto riguarda l’Ici, il Comune emette all’incirca mille e 500 avvisi di accertamento nei confronti di contribuenti che evadono parzialmente o totalmente l’imposta. Le cose non vanno meglio sul fronte della Tarsu. Lo scorso anno sono stati scoperti ben 700 evasori con relativo avviso di accertamento pari a quasi 400 mila euro. Ad oggi risultano iscritte a ruolo quasi 14 mila famiglie per un introito effettivo che arriva all’incirca a 3 milioni e 800 mila euro. Ma un 20 per cento non paga affatto quanto dovuto, risultando proprietario di nulla. Quindi non possono scattare neanche le misure cautelari di pignoramento. Stiamo parlando di una cifra astronomica di 700 mila euro all’incirca di mancati introiti e altrettanti non si incassano nell’anno corrente ma l’anno successivo solo attraverso i solleciti. Per il canone idrico il lavoro degli uffici del Comune soltanto nel 2011 ha riguardato l’emissione di ben mille e 500 avvisi di accertamento nei confronti di evasori totali o parziali.