‘Parcheggio’ a Castellammare, sindaco chiede rettifica. Dimentica però PEC del 27/04 che avrebbe evitato caos

“Spetta a Caleca ma Comune lo assegna ad altri”, questo il titolo del nostro servizio di venerdì scorso sul parcheggio conteso a Castellammare del Golfo che ha portato il sindaco della cittadina, a chiedere una rettifica. Innanzitutto, nel sottolineare che non risulta mai cortese, da parte delle istruzioni dare giudizi su chi lavora e fa informazione (notizie inesatte e fuorvianti che non avrebbero alcun riscontro – dice la nota) entriamo nel merito della rettifica richiesta in base all’articolo 8 della legge sulla stampa. Richiesta che fra l’altro deve segnalare quali parti non vanno di un articolo e come devono essere sostituite e che non prevede alcuna lezione cattedratica di giornalismo.

Il provvedimento di Scia dell’ingegnere Angelo Mistretta, dirigente del settore comunale urbanistica del comune di Castellamare del Golfo, risale al 17 giugno scorso – scrive il sindaco – mentre la nota inviata a mezzo pec dall’avvocato Solina, legale di Nino Caleca al quale il tribunale ha dato ragione, indicante la sentenza a favore della reintegrazione nella gestione del parcheggio, risale al 23 giugno 2022. Questo – dice la rettifica del primo cittadino castellammarese che aggiunge – come nessuna autorizzazione sia stata assegnata in maniera opposta a quanto stabilito dal giudice” dagli uffici comunali ma seguendo il regolare percorso d’ufficio dell’accoglimento delle sentenze che vanno assolutamente rispettate per garantire equità e giustizia dei provvedimenti.

E siccome il giornalista, aggiungiamo noi, deve sempre approfondire la notizia siamo entrati in possesso delle pec intercorse tra lo studio legale dell’avvocato Niclo Solina, difensore di Caleca, colui che ha avuto riconosciuto dal tribunale il diritto all’uso del parcheggio fino al 2027. La comunicazione dell’ordinanza del tribunale è stata effettivamente trasmessa tramite posta certificata al comune di Castellammare del Golfo, il 23 giugno, per essere più precisi alle 10,33 del mattino, nella quale si intimava anche di “revocare il diniego di rilascio di titolo autorizzativo emesso nei confronti di Nino Caleca e ogni eventuale provvedimento autorizzativo rilasciato nei confronti di Giuseppe Munna, chiedendo l’immediato rilascio, alla luce della sentenza del giorno precedente, giovedì 23 giugno, l’autorizzazione per parcheggio stagionale in favore di Caleca.

Il sindaco però nella sua richiesta di rettifica dimentica, certamente per pura casualità, che precedentemente altre PEC avrebbero potuto fermare il rilascio della Scia ed evitare il successivo e attuale caos, a cominciare dalle opere effettuate da Munna nel parcheggio.. Infatti una mail di posta certificata era stata già recapitata agli uffici comunali il 27 aprile, alle ore 10,11 (in data ben antecedente al 17 giugno, giorno del rilascio della Scia) con cui il comune veniva diffidato dal legale di Caleca “ad attenersi alle competenze dell’autorità amministrativa per la pendenza di procedimento civile dinanzi al Tribunale di Trapani”.

In quella PEC era anche specificato chiaramente che l’udienza fosse stata fissata per il 10 maggio dinanzi al giudice Carlo Maria Bucalo”. Inoltre la stessa comunicazione dell’avvocato Solina, sempre quella del 27 aprile, specificava “che l’autorità amministrativa, quindi il Comune, non ha alcuna competenza e potere nella valutazione e nell’accertamento della natura e dell’efficacia dei contratti di locazione e, comunque, nella risoluzione della controversia insorta.. Quella, in pratica, fra i due che si contendevano il parcheggio privato di Cala Marina.

27 aprile ma l’ufficio competente è andato per la sua strada e 40 giorni dopo ha firmato l’autorizzazione. É poi trascorsa un’altra settimana ed è arrivata la sentenza. Nel frattempo il comune aveva già operato assegnando il parcheggio alla parte soccombente del giudizio, proprio quella che secondo il tribunale non avrebbe né diritto di possesso e nemmeno validità di contratto.