Nuove aliquote Imu e Tasi ad Alcamo, arriva il “pannicello caldo”

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Tasi al 2,2 per mille per le abitazioni principali, anzichè all’1,5; Imu sui fabbricati ad uso delle attività produttive all’8,6 anziché al 9,6. Questa la manovra più sostanziale dei due tributi apportata dal commissario straordinario del Comune di Alcamo, Giovanni Arnone, nella speranza che questa volta il consiglio comunale approvi.

E dalle manovre politiche di questi giorni sembra proprio che si sia formato il cartello politico per approvare il nuovo piano tributario. Onestamente appare più che altro un pannicello caldo: nella sostanza, infatti, non cambia molto rispetto alla manovra originaria approvata dallo stesso commissario nel luglio scorso e bocciata a maggioranza dal civico consesso. Si aumenta qualcosa sulle prime abitazioni.

L’Imu sulle seconde case e sulle aree edificabili resta invariato, vale a dire al massimo consentito del 10,6 per mille. L’introito con la Tasi è stato stimato in circa 2 milioni di euro ed in questo modo, secondo quanto relaziona nella delibera il commissario, di riuscirà a riequilibrare il disavanzo di bilancio che è parti a quasi un milione e mezzo di euro.

L’ipotesi di aliquote dovrebbero andare bene al Partito Democratico, che aveva chiesto un abbassamento del carico fiscale sulle attività produttive, e attorno a loro dovrebbe costruirsi la maggioranza “trasversale” necessaria per arrivare a raggiungere il quorum per far passare la manovra.

La prima volta, con l’originaria manovra presentata a luglio scorso, il consiglio non approvò sollecitando quindi gli uffici a presentare una proposta alternativa. Diversi gruppi consiliari hanno evidenziato che non sarebbero stati d’accordo rispetto all’aumento del carico fiscale per cittadini ed imprese, prospettando invece l’ipotesi di migliorare le perfomance della spesa, facendo quindi consistenti tagli, e potenziando gli introiti.

Ipotesi che però è stata già esclusa categoricamente dagli stessi uffici. Riguardo alle spese, è stato evidenziato dai vari settori del municipio, non è più possibile operare dei tagli rispetto a quelli già fatti perché si metterebbero a rischio determinati servizi essenziali.

Ora il consiglio comunale avrà tempo sino al 30 settembre per approvare questa manovra e quindi piano triennale delle opere pubbliche e bilancio. Se ciò non accadrà dall’1 ottobre il Comune dovrà dichiarare il pre-dissesto, e le conseguenze, almeno sulla carta, appaiono anche ben più gravi. Si prefigurerebbe una stangata incalcolabile per i cittadini, con asili nido e mense al massimo, e le tasse portate tutte al massimo delle aliquote