Marsala-In migliaia alle esequie, funerali di Stato per Silvio Mirarchi

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Un pellegrinaggio presso i salesiani di Marsala dove è stata allestita nel pomeriggio di ieri  la camera ardente per il maresciallo dei carabinieri Silvio Mirarchi, ucciso durante un appostamento per un’indagine antidroga. In tanti hanno voluto tributare un saluto soffermandosi brevemente davanti alla bara avvolta dal tricolore per una preghiera. Sincere le lacrime di commozione attorno a quella bara dietro alla quale c’erano i familiari, la moglie, i due figli, raggiunti dalla madre e dai fratelli del sottufficiale dell’Arma, originario di Catanzaro. Autorità, tanti semplici cittadini, tanti giovani, colleghi del maresciallo hanno sfilato in silenzio davanti a quella bara, protetta da carabinieri in alta uniforme. E stamane la chiesa Madre ha aperto i pesanti portoni per il funerale di Stato. Il sindaco ha proclamato il lutto cittadino. Disposta la chiusura di uffici pubblici e scuole per consentire la partecipazione a rito funebre. Bandiere a mezz’asta e saracinesche degli esercizi commerciali abbassate. C’è ancora tanto sbigottimento e tanto dolore, che nemmeno il tempo potrà lenire per l’assassinio di questo servitore dello Stato, da tutti descritto come una persona umile, professionalmente bravo e sempre pronto a porgere una mano d’aiuto a chi glielo chiedeva: un’omelia toccante durante la quale sono state rivolte parole di conforto ai familiari di Mirarchi e tanta solidarietà all’Arma dei carabinieri, rappresentata dal generale comandante Tullio De Sette. Presenti autorità militari, civili, religiose e rappresentati di tutte le forze dell’ordine. Un lungo applauso all’uscita dalla chiesa e un lungo corteo per l’ultimo viaggio. L’autopsia ha confermato che il maresciallo è stato ucciso con un colpo di pistola alle spalle che gli ha perforato un rene e tranciato l’aorta. Intanto le indagini proseguono a ritmo serrato mentre emerge un quadro preoccupante per la vastità del fenomeno della coltivazione di piante di marijuana, ognuna delle quali frutta 400 euro. Nella holding del fumo ormai c’è un grande giro: i siciliani investono e coltivano, i romeni fanno da guardiani armati e i nordafricani spacciano. Un giro milionario che fa gola alla criminalità e dove la violenza tra bande è all’ordine del giorno e non si evita di sparare nel buio senza rendersi conto di chi possa essere. Questi delinquenti hanno ucciso un sottufficiale dei carabinieri, morto nel compimento del suo dovere. Indagini a 360 gradi e dall’arresto di Francesco D’Arrigo, 54 anni, ex muratore di Partinico, che gestiva una piantagione, si spera di poter presto dare un nome e un volto agli assassini di Silvio Mirarchi.