Malaffare, mafia e politica

In Sicilia le inchieste di un’estate nera

Sembrano proprio quotidiani bollettini di guerra, che più che paura provocano sconcerto nelle persone. La Sicilia, ma non solo, attraversa un periodo nero dove i protagonisti in negativo sono parlamentari, amministratori comunali, funzionari pubblici, imprenditori privati e spesso parenti di politici collusi con la mafia. Le cronache raccontano episodi di corruzione, di tangenti intascate e di procedure non solo per abuso, peculato o concussione, ma anche di concorso esterno in associazione mafiosa, che in provincia di Trapani vede indagati due primi cittadini. E’ chiaro che occorre attendere le sentenze per esprimere giudizi definitivi ma resta lo sconcerto e il disorientamento nelle persone che vedono, per esempio, scavalcati i loro figli ben preparati, superati dai raccomandati di cui parlano le inchieste sulle varie parentopoli. In questo tragico contesto cresce la sfiducia nella classe politica mentre resta un’utopia una giustizia più veloce. Oggi, secondo un ultimo sondaggio, gli italiani hanno poca fiducia nella magistratura per i tempi biblici per avere giustizia. E molte volte processi penali non si celebrano più perché nel frattempo è scattata la prescrizione. Un’anomalia tutta italiana: la politica dovrebbe intervenire subito per ristrutturare un sistema che fa acqua da tutte le parti. Si invoca da anni la riforma della burocrazia principale nemica, nella pubblica amministrazione, dei cittadini che sbattono contro mura, che frenano lo sviluppo imprenditoriale. Un potere politico sempre più arroccato sulle proprie posizioni, che grazie al cattivo uso dei social diffondono false notizie con il solo scopo di cercare di ottenere maggiori voti: della gente a loro non importa nulla. Il Covid 19 ha alimentato paure, difficoltà nelle famiglie e in tutti i settori economici e se il governo non interviene seriamente in autunno si rischiano gravi problemi sociali e di ordine pubblico. Nonostante le emergenze in Sicilia, e non solo, si continua a rubare in quel pozzo in via di esaurimento che dove si trovano soldi pubblici. E le inchieste continuano a scoperchiare il malaffare dove quasi sempre è coinvolta la mafia.