L’intelligenza artificiale può ‘licenziare’. Dibattito dei consulenti del lavoro (Intervista)

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L’intelligenza artificiale nel Worker Management, sempre più diffuso fra le aziende, è il sistema che utilizza algoritmi su piattaforma online per controllare a distanza l’andamento del lavoro e che spesso in maniera autonoma adotta correttivi per aumentare la produttività, individua soggetti che ritiene poco motivati e talvolta ne decide anche il licenziamento. Con, in più, una griglia di protezioni per l’azienda che non consente al lavoratore di conoscere i criteri di impostazione degli stessi algoritmi. L’Ue ha provato a riequilibrare le parti e il governo italiano ad aprile ha approvato un disegno di legge delega sull’Ai il cui iter di conversione in legge è iniziato in Senato lo scorso 24 maggio. Ma il tema della tutela dei lavoratori, dalla privacy ai dati sensibili fino ai criteri di valutazione, resta un problema aperto. L’Ordine dei consulenti del lavoro della provincia di Palermo, insieme al centro studi “Il lavoro continua” e al Fondo Interprofessionale per la formazione continua Fonarcom, organizza proprio per domani, 14 giugno, alle ore 9, un confronto fra alcuni dei massimi esperti nazionali in materia. Per i consulenti del lavoro, il problema va affrontato attraverso un confronto preventivo fra azienda e lavoratore sull’impostazione degli algoritmi, l’istituzione di un Responsabile per l’Ai che monitori l’applicazione delle regole e intervenga per prevenire contenziosi, e la realizzazione di corsi di formazione per questa nuova figura professionale.

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