IMU, la protesta degli artigiani

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    Gli artigiani e le PMI di Confartigianato Trapani contro l’Imu “E un’imposta ingiusta per le imprese” dichiara Orazio Bilardo, Presidente Provinciale di Confartigianato Imprese Trapani “si chiama IMU – continua Orazio Bilardo – ma si legge incubo per le tante piccole imprese artigianali e commerciali della provincia di Trapani, che proprio in questi ultimi giorni stanno facendo i conti di una gabella che rischia di mettere molti di loro in ginocchio.

    “Siamo i primi a dire che le tasse vanno pagate ma l’Imu, così com’è stata adottata dal Governo è veramente un’imposta ingiusta – continua il Presidente di Confartigianato Imprese Trapani -.

    Le ragioni della protesta sono tutte nei numeri: gli artigiani hanno sempre pagato l’Ici, che il Governo Berlusconi aveva eliminato solo per la prima casa, ma con l’Imu rischiano di spendere, quando va bene, il doppio. «Stando ai parametri dell’Imu un laboratorio artigiano o una imprese commerciale vengono tassati come una seconda casa di fascia alta, così chi ha, per esempio, un’officina si troverà a spendere cifre spropositate.

    “Chi con l’ici lo scorso anno pagava 3.340,00 euro adesso non spenderà meno di 5.122,00 euro, e questo se i vari Comuni del Trapanese decidessero di adottare le aliquote IMU nazionali senza applicare alcun aumento” gli fa eco Francesco La Francesca Segretario Provinciale di Confartigianato Imprese Trapani.

    Una realtà che rischia di assumere toni drammatici nell’area del Trapanese, dove sono molte le micro imprese che continuano a lavorare nella cosiddetta casa-bottega.

    “Ci sono imprenditori che si sono costruiti il laboratorio negli anni ’60 – ribadisce Orazio Bilardo -, quando il mercato tirava, serviva per tenerci il materiale e le macchine. Adesso sono rimasti senza dipendenti e lavorano da soli, a giugno rischiano di dover chiudere perché non hanno i soldi per pagarsi l’Imu sul laboratorio che magari utilizzano per un terzo della superficie”.