Ho il tuo numero, ti mando un sms

    di Antonio Pignatiello

     

    Una volta c’erano le piazze per i comizi. Poi i cinema, le sale, i convegni. Poi vennero mezzi di comunicazione di massa come la televisione che si sommarono alla radio e ai giornali. Da tempo c’è anche internet ma c’è un nuovo fenomeno nella pubblicità elettorale, anzi ce ne sono due.

    Uno vecchio e uno nuovo, nuovissimo, anche se già usato da qualche anno.

    Quello vecchio è il megafono sulle auto per le vie della città a qualsiasi ora, che già non ci basta il traffico ma ora, quasi chiunque, si affida al megafono ad annunciare comizi, incontri, riunioni pubbliche e comunicazioni di candidati.

    Con disappunto da parte dei cittadini che magari o non vogliono sentirne parlare dei candidati e di cosa fanno, dove si trovano o magari vogliono lavorare in pace, riposare dopo l’ora di pranzo specialmente.

    Poi c’è quello nuovo che qualcuno già comunque usa da qualche tempo: gli sms ai telefonini.

    La legge sulla privacy ormai sempre più è una boutade. Non bastano i volantini selvaggi, le affissioni, ora anche gli sms. Magari qualcuno attende un sms per motivi personali, sente il trillo, prende il cellulare e anzicchè la notizia che attendeva o qualche comunicazione personale da batticuore legge dell’appuntamento, dello slogan, della riunione, dell’invito per un candidato.

    Certo, la legge sulla privacy, dicevamo. E chi la applica? Sopratutto chi la persegue. Il cittadino dovrebbe recarsi forse a far vedere il proprio cellulare ma chi invia gli sms elettorali sa bene che non lo farà nessuno.

    Il problema però è serio. In questi ultimi giorni miriadi di cittadini si sono visti recapitare miriadi di sms sul cellulare dei candidati più sparuti, noti e meno noti, che comunicano dove fanno il comizio, dove incontrano gli elettori. Anche inviti a votare, vere e proprie questioni politiche trasmesse via cellulare, discorsi lunghi in alcuni casi e appuntamenti con tanto di luogo, data, ora e invito, quasi impellente, ad esserci perchè avendolo inviato al tuo cellulare allora lo sai che il candidato si troverà quella sera lì a quell’ora.

    Ovviamente non tutti lo fanno, anzi a dire il vero essenzilamente è una minoranza che insiste quasi ogni giorno a inviare sms elettorali. Che sono visibili ma restano invisibili. Per esempio da venerdi a mezzanotte sarà vietata qualsiasi campagna elettorale ma gli sms magari arriveranno e il silenzio elettorale sarà ancora una volta una chimera.

    Strana cosa la gente che vuole far sapere sia dove si trova che chi viene a trovarla. E se si tratta di pubblicità elettorale ancora di più.

    Non c’è mezzo che non venga usato. Ci sono quelli rispettosi delle leggi e dei regolamenti e ci sono quelli, meno gentili, che ti inondano di sms sugli appuntamenti elettorali. E senza curarsi se recano disturbo o no, se è legale o no, se si è dato il permesso a inviare pubblicità ai telefonini o no.

    Ma come si sa la gente di norma vive e lascia vivere. Forse dopo aver intuito alle prime lettere dell’sms che è un messaggio politico elettorale cancella ed elimina e fa spallucce ma tutto finisce lì. E questo, chi manda sms elettorali, lo sa.