Edilizia: “Poca sicurezza e legalità nei cantieri”

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    “Poca sicurezza, legalità, attività di prevenzione e diritti per chi lavora nel settore delle costruzioni.” A denunciare la difficile realtà delle condizioni di lavoro all’interno dei cantieri edili è la Fillea Cgil di Trapani che, dopo l’ennesimo incidente sul lavoro, avvenuto nei giorni scorsi in un cantiere di Alcamo, in cui ha perso la vita l’operaio Giuseppe Buturo, interviene sulle questioni legate alla sicurezza e alla legalità nei luoghi di lavoro e sulle responsabilità delle Istituzioni.

    Per il segretario provinciale della Fillea Cgil Franco Colomba, “al di là delle responsabilità singole o plurime che hanno causato l’incidente, esistono responsabilità collettive che gli fanno da cornice e che sono riconducibili alle Istituzioni che non pongono adeguata attenzione nei confronti dei  problemi e delle emergenze presenti sul territorio.”

    La Fillea Cgil evidenzia, ancora una volta, la mancata convocazione da parte della Prefettura di Trapani del tavolo costituito nell’ambito del “protocollo di legalità per lo sviluppo, l’occupazione e la sicurezza nei cantieri”, che, nonostante le richieste inviate al prefetto Marilisa Magno, non si riunisce da oltre un anno.

    A ciò, per il sindacato, va anche aggiunta la “mancata attuazione di quanto previsto dal protocollo per lo sviluppo, l’occupazione e la sicurezza nei cantieri edili sottoscritto nel 2009 in Prefettura dalla maggior parte dei Comuni del territorio trapanese che, come stabilito nell’intesa, avrebbero dovuto attivare i controlli e impegnare le direzioni lavori nel compito di vigilanza periodica nei cantieri per assicurare il rispetto della sicurezza e della legalità.”

    “In una fase di grave crisi economica – afferma Colomba – l’attenzione da parte delle Istituzioni dovrebbe essere costante affinché non solo l’ispettorato al lavoro ma le Pubbliche Amministrazioni e i direttori dei lavori esercitino i controlli poiché una parte delle aziende si impone sul mercato illegalmente attraverso la riduzione dei costi della messa in regola dei dipendenti, con l’evasione contributiva e fiscale e azzerando i costi per la prevenzione e la sicurezza a discapito dei lavoratori.”

    Per la Fillea Cgil è, dunque, “indispensabile ripartire da una politica per la sicurezza e la legalità attivando gli strumenti già individuati nel protocollo, siglato dalla Prefettura, dai Comuni del territorio e dai sindacati confederali, per garantire migliori condizioni di lavoro all’interno dei cantieri ed evitare il riproporsi di incidenti sul lavoro, determinati da precise responsabilità e mancanze.”