“Cutrara”, rito ordinario. Lunedì via alle arringhe, sentenza attesa il 12 dicembre

Calendarizzate le udienze per le arringhe degli avvocati difensori dei cinque imputati, coinvolti nell’indagine antimafia Cutrara, che saranno giudicati in primo grado con il rito ordinario. Lunedì prossimo 28 novembre discuteranno i legali dei fratelli Di Bartolo, Nicola e Lilla, di Rosario Di Stefano e Salvatore Labita. A dicembre, lunedì 12, è invece fissata l’arringa degli avvocati Giusy Cataldo e Raffaele Bonsignore, difensori di Francesco Domingo, detto ‘Tempesta’, figura centrale dell’operazione messa a segno dai carabinieri e volta a sgominare i vertici di Cosa Nostra a Castellammare del Golfo.

Al termine della stessa udienza la corte si ritirerà in camera di consiglio per emettere la sentenza. Nell’ultima udienza già celebrata il PM Francesca Dessì  ha avanzato le richieste di condanna. 26 anni a carico del 66enne castellammarese Francesco Domingo; 10 anni per Nicola Di Bartolo e 4 per la sorella Lilla, entrambi gestori di una casa di riposo per la quale Tempesta avrebbe cercato favori.

Stessa pena, quattro anni, richiesta dal PM anche per Rosario Di Stefano, accusato di avere provato a bonificare dalle micro-spie le zone frequentate da ‘Tempesta’, e tre anni per Salvatore Labita, il proprietario di una ditta di installazione di impianti elettrici che avrebbe fornito a Francesco Domingo la strumentazione necessaria a individuare le ‘cimici’ all’interno dell’abitazione di quest’ultimo.

La sentenza del rito ordinario dovrebbe arrivare qualche giorno prima di quella in abbreviato il cui processo di appello si sta celebrando a Palermo. Fra gli imputati, in questo troncone, anche il sindaco di Castellammare del Golfo, per favoreggiamento reale aggravato. La sua posizione ruota attorno ad un incontro con  Domingo avvenuto nella casa dell’anziano suocero, poi deceduto, del primo cittadino.