Borgetto, confiscata villa al “re del calcestruzzo” Benedetto Valenza

La guardia di finanza Finanziaria di Palermo ha confiscato beni immobili riconducibili, o comunque nella disponibilità del pregiudicato Benedetto Valenza, storico esponente della famiglia mafiosa di Borgetto (PA) e personaggio dotato di un notevole curriculum criminale. In particolare, è stata confiscata una villa con piscina a Partinico, con area SPA e boschetto privato per un valore totale di circa 4 milioni di euro. Benedetto Valenza era già stato coinvolto in diversi processi di mafia, figlio di Salvatore e nipote di Erasmo, esponenti di vertice della famiglia mafiosa di Borgetto, nonché vittime di lupara bianca, il 21 aprile del 1983, in quanto “uomini d’onore” legati al gruppo del noto boss Gaetano BADALAMENTI.

Fin dagli anni ’90, VALENZA era considerato l’imprenditore di riferimento, per la produzione di calcestruzzi, delle famiglie mafiose dei VITALE e dei BRUSCA, riuscendo così a raggiungere una posizione di monopolio grazie alla protezione di “cosa nostra”. Già nel luglio 2001 il provvedimento di confisca emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo, a seguito di un’indagine da cui emerse chiaramente la sua vicinanza ai fratelli VITALE, era riuscito nuovamente a reinserirsi nel settore della produzione e fornitura di calcestruzzo e conglomerati bituminosi, intestando fittiziamente beni e società a vari prestanome e gestendo, in tal modo, 5 impianti di calcestruzzo ed una società di trasporto merci dislocati tra le province di Palermo e Trapani. Per tale motivo, ed alla luce della evidente sproporzione fra redditi dichiarati e beni posseduti concomitante con le manifestazioni di pericolosità sociale del Valenza (accertate con citato decreto di confisca del 2001), la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo ha ritenuto che ricorrono tutti i presupposti per disporre la confisca della villa e di tutte le sue pertinenze quantificati per un valore di circa 4 milioni di euro.