Compravendita esami all’Università, tre arresti a Palermo

    Un grosso giro di esami falsi all’Università di Palermo è stato portato alla luce dalla polizia: false attestazioni riguardanti esami mai sostenuti immesse nel sistema informatico.

    Nel luglio 2010 partirono le prime verifiche. Ora ad essere arrestati due dipendenti dell’Ateneo – Rosalba Volpicelli, 49 anni, e Ignazio Giulietto, 56 anni – e un ex studente Francesco Giaconia, 28 anni.

    Gli arrestati, ai quali sono stati concessi i domiciliari, sono accusati di accesso abusivo ad un sistema informatico, frode informatica e falsità ideologica in atto pubblico.

    Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Giaconia avrebbe avuto il compito di avvicinare gli studenti universitari in difficoltà, mentre i due impiegati universitari immettevano false attestazioni nel sistema informatico “GEDAS”, usato dall’ateneo per la registrazione degli esami sostenuti dagli iscritti, e al quale gli stessi studenti erano abilitati ad accedere con l’assegnazione di indirizzo IP e password.

    Dalla verifica incrociata della documentazione, in particolare i verbali di esame e gli statini, e dell’archivio informatico, sono emerse divergenze di dati.

    In alcuni casi, nonostante il sistema informatico certificasse che lo studente nella data indicata aveva conseguito un determinato esame, sui documenti cartacei lo stesso studente non figurava tra i candidati.

    In altri casi, in corrispondenza di quella data non erano stati tenuti esami presso l’Università, e in altri casi ancora, la votazione cartacea era diversa da quella riportata nel dato informatico.

    Il mese scorso, un avviso di garanzia era stato notificato anche ad Alessandro Alfano, fratello di Angelino, ex ministro della Giustizia e attuale segretario del Pdl, che si è laureato in Economia nel 2009: durante le indagini erano emerse delle irregolarità per tre materie del suo curriculum. Nei giorni scorsi, all’Università, sono “spuntati” i verbali d’esame che non si erano mai trovati e al momento la posizione di Alfano sembra chiarita.

    Secondo gli inquirenti si tratta solo della punta dell’iceberg. Dai primi accertamenti sarebbero almeno 200 i casi emersi, ma molti altri sono al vaglio degli inquirenti. La Facoltà maggiormente coinvolta è quella di Economia e commercio, ma sono stati riscontrati falsi esami anche in quelle di Architettura, Giurisprudenza e Ingegneria

    L’attività investigativa della sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione della Squadra Mobile e del Commissariato Oreto, si è svolta attraverso le intercettazioni telefoniche e l’acquisizione di una grande quantità di documenti, che hanno portato alla luce la manomissione informatica.

    Al centro dell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci, c’è l’ex vicaria della segreteria di Economia, Adriana Paola Cardella, che è stata licenziata dopo un’inchiesta interna. Nel registro degli indagati della Procura di Palermo ci sarebbe anche una trentina di ex studenti, che avrebbero beneficiato delle materie comprate, conseguendo così, rapidamente, una laurea. Tra gli studenti sotto inchiesta anche due alcamesi. Se le accuse nei loro confronti verranno confermate, le loro lauree sono destinate ad essere annullate.

     

    Qualcuno della facoltà di Economia sarebbe arrivato ad acquistare fino a 25 materie.

    Ulteriori approfondimenti investigativi sono in corso anche per accertare eventuali connivenze negli uffici amministrativi dell’ateneo.