Calo delle nascite. In Sicilia nascono sempre meno bambini

Adolfo Allegra presidente CECOS

La cicogna bussa sempre meno nelle case della Sicilia. In Sicilia ci sono più morti che nuovi nati. Nel 2019 sono decedute il 26% di persone in più rispetto a quante ne sono venute alla luce. E in undici anni i neonati sono diminuiti del 23%. “Sono dati allarmanti”, ha detto Adolfo Allegra presidente dell’associazione nazionale dei centri di fecondazione assistita Cecos Italia in occasione del congresso annuale a Palermo.

Tra le cause del costante, progressivo decremento dei nuovi nati ci sono le difficoltà socio-economiche in cui spesso versano le giovani coppie in Sicilia con conseguente ridotto numero di figli: solitamente uno solo per coppia rispetto alla media di due in Europa. C’è poi il tema della donazione dei gameti. Le coppie che ne fanno richiesta sono sempre di più ma mancano i donatori. Nel 2015 i cicli di ovodonazione in Italia sono stati 1.308 e nel 2018 (ultimo anno i cui i dati sono disponibili) 5.981. Un boom. La donazione può essere di ovociti e/o di spermatozoi. La fecondazione eterologa al momento in Italia è riservata solo alle coppie eterosessuali sposate o conviventi con diagnosi di infertilità o con particolari problemi infettivi o genetici. Coppie non eterosessuali e donne single non possono accedere ai trattamenti.

“La maggior parte delle donazioni di ovuli o sperma (95%) arriva purtroppo dall’estero. In Sicilia e in Italia non soltanto manca una cultura della donazione – ha spiegato Adolfo Allegra, titolare del centro ‘Andros’ – che non consente un’adeguata risposta alla domanda sempre crescente di gameti ma non essendo permesso alcun rimborso alle donatrici (come invece avviene in tutti i paesi comunitari) è pressoché nullo il numero di donne che da noi sono disposte a donare”.