Avrebbero tentato rapina in banca a Santa Ninfa

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    I Carabinieri di Monreale hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria Filippo Bruno, classe 1990, pregiudicato, Carmelo Di Marzo classe 1992, disoccupato, Pietro La Vardera classe 1992, disoccupato, resisi responsabili di una tentata rapina in provincia di Trapani.

    I tre giovani palermitani avevano iniziato la loro rocambolesca fuga tra le due province sicule dopo che avevano tentato di rapinare la filiale UNICREDIT di Santa Ninfa (TP), rivelandosi inesperti e impacciati, in quanto due di loro, rimasti bloccati tra le porte d’ingresso della banca, hanno abbandonato le loro intenzioni e si sono dati alla fuga a bordo di due Smart.

    Un uomo che aveva assistito alla scena, nonostante il malore dovuto al forte spavento, è riuscito comunque a prendere il numero di targa di uno dei due veicoli e a segnalarlo ai Carabinieri di Castelvetrano, che hanno iniziato le ricerche, allertando i colleghi di Corleone e di Monreale. Intercettati sulla SS624 Palermo-Sciacca da una pattuglia di Roccamena, i tre sono riusciti a far perdere le loro tracce grazie alle precarie condizioni del manto stradale innevato.

    Successivamente una delle Smart ha sbandato rovinosamente, costringendo i tre ad abbandonarla e a continuare la fuga a bordo di un solo veicolo. Capita ormai l’intenzione degli impacciati rapinatori di voler raggiungere Palermo tramite la super-strada, la Centrale Operativa di Monreale dispiegava le proprie pattuglie all’altezza dello svincolo di Giacalone dove, nonostante il ghiaccio e la neve che limitavano e non poco la sicurezza degli operatori, sono stati bloccati e immediatamente portati in caserma. In seguito alla perquisizione veicolare della Smart, sono stati rinvenuti degli abiti pronti per essere indossati al fine di ostacolare l’identificazione (per una eventuale comparazione con video registrazioni della banca) e le chiavi di accensione dell’altra auto abbandonata durante la fuga.

    Visti i gravi indizi di reità ed il pericolo di fuga, avallati inoltre dalle testimonianza delle vittime, le quali hanno fornito descrizioni tali da far risalire ai tre giovani, gli stessi sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria, e come disposto dall’Autorità Giudiziaria, tradotti presso la casa circondariale “Ucciardone”.